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L’inchiesta della magistratura sammarinese sul “Piano Parallelo” parte da una segnalazione precisa, datata 25 luglio 2025, trasmessa dall’Agenzia di Informazione Finanziaria. Dentro, nero su bianco, ci sono ipotesi pesanti: corruzione privata, amministrazione infedele, riciclaggio.
Ma è un passaggio in particolare a far emergere uno scenario diverso, più opaco. È quello legato ai cosiddetti “fighters”, citati direttamente in una mail inviata da Andrea Delvecchio ad Assen Christov.
Il contesto è quello della trattativa per la vendita della maggioranza delle azioni di Banca di San Marino, con il coinvolgimento del gruppo bulgaro Starcom e della sammarinese San Marino Group. In questo quadro, secondo quanto riportato negli atti, viene disposto un pagamento da 500.000 euro a una società riconducibile allo stesso Delvecchio.
Ed è proprio su una parte di quei soldi che nasce il caso.
La mail: “the fighters ask me every day”
Nel documento emerge integralmente il contenuto della comunicazione inviata da Delvecchio, che diventa uno dei passaggi più rilevanti dell’inchiesta.
Il testo, riportato negli atti, è questo:
«Hello Assen, sorry if I disturb you, Please solve the situation regarding the “gift for fighters”. The first two payment have been on time. The last payment was scheduled on 31 may (the invoice was sent on 27 may). Nothing has arrived. On 9 june the RSM company sent a reminder, and immediately answer: “I receive the invoice, I apologize for the delay – I will make the payment later this weekend”. To date nothing has arrived. I’m sure it will be a mistake, but as you can understand, the fighters ask me every day, and after a delay of 18 days, I don’t know what to say anymore. Let me know, thank you ADV»
Una frase chiave, soprattutto per quel passaggio centrale:
«the fighters ask me every day, and after a delay of 18 days, I don’t know what to say anymore»
Il riferimento ai “fighters” è diretto, insistito, legato a un pagamento definito “gift”, regalo.
La versione italiana: “i combattenti mi chiedono aggiornamenti tutti i giorni”
La stessa comunicazione viene riportata anche in italiano negli atti, con un contenuto identico ma ancora più esplicito nel tono:
«Ciao Assen, scusa il disturbo, Per favore risolvi la situazione riguardante il “regalo per i combattenti”. I primi due pagamenti sono stati puntuali. L’ultimo pagamento era scadenzato il 31 maggio (la fattura è stata inviata il 27 maggio). Nulla è arrivato. Il 7 giugno la società sammarinese ha mandato un promemoria, e ha immediatamente risposto “Ho ricevuto la fattura, Mi scuso per il ritardo, farò il pagamento al più tardi questo finesettimana”. Ad oggi nulla è arrivato. Sono sicuro sia stato un errore, ma come puoi capire, i combattenti mi chiedono aggiornamenti tutti i giorni, e dopo un ritardo di 18 giorni, io non so più cosa dire. Fammi sapere, grazie. ADV»
Qui il passaggio è ancora più netto:
«i combattenti mi chiedono aggiornamenti tutti i giorni, e dopo un ritardo di 18 giorni, io non so più cosa dire»
Non si parla quindi solo di un pagamento in ritardo, ma di una pressione costante legata a questi “combattenti”, la cui identità resta uno dei punti più delicati dell’intera vicenda.
I soldi: 500mila euro e una “consulenza”
Secondo la ricostruzione dell’AIF, il trasferimento di denaro sarebbe stato giustificato formalmente come consulenza.
Nel documento si legge infatti:
«AIF ha ricostruito che il trasferimento di denaro era stato giustificato con una presunta consulenza annuale firmata il 2 gennaio 2025 che la società sammarinese […] si era impegnata a rendere a favore di tale Law Firm»
E ancora, nel dettaglio contrattuale:
«Le parti convengono che il Consulente dovrà svolgere a favore del Committente tutte le attività, servizi e prestazioni necessarie e strumentali ai fini della corretta esecuzione del progetto d’impresa, anche quelle non espressamente menzionate. Il progetto riguarda lo studio di fattibilità e la conseguente creazione e/o l’acquisto di una società per azioni di diritto sammarinese che possa essere operativa in vari settori: nel campo economico finanziario, assicurativo, ecc.»
Ma per gli investigatori il punto è un altro.
La provenienza dei fondi e i dubbi
Gli atti mettono in discussione la reale natura di quei soldi, indicando una provenienza precisa:
«i fondi trasferiti […] provenivano – secondo quanto rappresentato dalla FIU (Financial Intelligence Unit) bulgara – da conti intestati a Starcom Holding AD, società controllata dal prevenuto Assen Christov»
E soprattutto viene evidenziato che:
«la somma di denaro trasferita proveniva da Starcom e non era collegata in alcun modo all’attività […] aveva trattenuto una parte delle somme, mentre le altre erano state utilizzate per acquistare beni mobili e immobili destinati alla famiglia Manduchi – Delvecchio»
Un passaggio che cambia completamente la lettura dell’operazione.
L’esito: arresti e sequestri
Il quadro che emerge porta a un intervento immediato della magistratura.
Nel documento si legge:
«A fronte del grave quadro istruttorio, con decreto 15 ottobre 2025 ordinavano: a) l’arresto di Assen e dei coniugi Delvecchio – Manduchi, b) il sequestro preventivo delle somme oggetto del reato […] c) il sequestro probatorio dei documenti e dei supporti elettronici dei prevenuti»
Il nodo dei “fighters”
Resta però un elemento centrale, ancora tutto da chiarire: chi sono i “fighters”.
Non vengono identificati nel documento, ma compaiono in un passaggio chiave, legati direttamente a un pagamento e a una pressione quotidiana.
Una frase, più di tutte, sintetizza il punto:
«the fighters ask me every day […] i combattenti mi chiedono aggiornamenti tutti i giorni»
Ed è proprio da qui che parte una delle piste più delicate dell’intera inchiesta.




