Il Partito dei Socialisti e dei Democratici (PSD) esprime soddisfazione per l’approvazione in Aula della norma che cancella l’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine per ottenere la cittadinanza sammarinese per naturalizzazione. Una decisione che, secondo il partito, aggiorna l’ordinamento alla realtà sociale del Paese.
Nella nota diffusa al termine della seduta consiliare si legge: “Il Partito dei Socialisti e dei Democratici (PSD) esprime grande gioia e profonda soddisfazione per il passo compiuto oggi in Aula con la cancellazione dell’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine per ottenere la cittadinanza sammarinese per naturalizzazione. È un risultato atteso, concreto, e soprattutto giusto: una conquista che rende il nostro ordinamento più moderno e più aderente alla vita della gente”.
Il PSD sottolinea il valore politico e umano della scelta: “Per il PSD questa scelta ha un valore politico e umano: perché la cittadinanza non è una pratica amministrativa, ma appartenenza, storia, identità; e proprio per questo, quando diventa troppo rigida, può ‘fare male’ alle persone e alle famiglie”. Nel testo si richiamano anche situazioni di famiglie miste e di persone che, pur avendo lavorato e contribuito a lungo nel Paese, non avevano richiesto la naturalizzazione per non dover rinunciare alla propria cittadinanza d’origine.
Secondo il partito, “Oggi San Marino compie una scelta chiara: l’appartenenza non si misura cancellando un’altra appartenenza”. L’eliminazione dell’obbligo di rinuncia viene definita “un atto di realismo”, precisando che “la fedeltà a uno Stato nasce dalla partecipazione concreta alla vita della comunità, non da una rinuncia forzata”.
Il provvedimento, si legge ancora, è accompagnato da requisiti sostanziali: “Per questo il provvedimento è accompagnato da una linea altrettanto netta: responsabilità e integrazione reale, con requisiti sostanziali come lingua, conoscenza delle istituzioni e presenza effettiva sul territorio. Non ‘scorciatoie’, ma serietà”.
Il PSD respinge inoltre le preoccupazioni sollevate sul piano identitario: “Il PSD respinge con rispetto ma con fermezza i timori alimentati sul tema identitario: l’identità sammarinese non è fragile, non è ‘un cristallo’; è una realtà viva che si rafforza quando le persone scelgono consapevolmente di farne parte. E questa legge non ‘apre le porte’: adegua una regola alla realtà, riconoscendo ciò che già esiste nella società sammarinese”.
Nel comunicato si evidenzia anche l’aspetto comunitario della decisione: “Per molti significa non dover più scegliere tra una parte e l’altra della propria vita, dopo anni vissuti ‘a metà’, formalmente integrati ma giuridicamente esclusi. È un passo che restituisce riconoscimento e dignità: ‘ti vediamo, ti riconosciamo, e vogliamo camminare insieme a te’”.
Il partito sottolinea infine il percorso politico condiviso: “su un tema delicato, forze diverse hanno saputo mettere davanti il Paese e non i riflessi identitari del momento”.
Accanto alla riforma sulla cittadinanza, il PSD segnala un ulteriore intervento normativo: “l’eliminazione della ‘riprensione’ tra le pene previste per il reato di molestie sessuali”. La nota spiega che “La riprensione era una pena solo formale – un semplice richiamo ufficiale, senza conseguenze concrete – e in un ambito così delicato rischiava di far passare un messaggio sbagliato. Toglierla significa dire con chiarezza che le molestie sessuali sono un fatto serio e che lo Stato risponde con sanzioni adeguate e credibili”.
Il comunicato si conclude con una valutazione complessiva: “Il PSD rivendica con orgoglio questo doppio avanzamento: da un lato una cittadinanza più realistica, inclusiva e responsabile, dall’altro un ordinamento che continua a potarsi delle parti obsolete per diventare vicino alla vita delle persone”.




