Guerra in Medio Oriente, Usa autorizzati a usare basi francesi. Meloni sente Macron: sostegno a Golfo e Cipro

da | 5 Mar 2026

Prosegue la crisi militare in Medio Oriente nel sesto giorno di conflitto tra Israele e Iran, mentre cresce il timore di un allargamento della guerra a tutta la regione. Secondo quanto riportato dalla ANSA, gli Stati Uniti sono stati autorizzati a utilizzare basi francesi in Medio Oriente, mentre sul piano diplomatico si moltiplicano i contatti tra i leader europei per evitare una nuova escalation.

Nelle prime ore della giornata sono ripresi i raid israeliani su Teheran e in altre aree dell’Iran. Parallelamente, le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito una petroliera americana nel Golfo Persico, sostenendo che l’imbarcazione sarebbe attualmente in fiamme. Teheran afferma inoltre di avere il controllo completo dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici più importanti al mondo per il traffico petrolifero.

Nel frattempo si registrano attacchi con droni contro l’aeroporto internazionale di Nakhchivan, in Azerbaigian, anche se le forze armate iraniane hanno negato di aver lanciato missili verso il territorio turco. L’episodio si inserisce in una giornata segnata da nuove tensioni e da diversi incidenti militari in tutta la regione.

Sul fronte politico e diplomatico l’attenzione è concentrata anche sull’Europa. Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto una telefonata con la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e con il premier greco Kyriakos Mitsotakis. Secondo fonti dell’Eliseo, i tre leader hanno concordato di coordinare l’invio di mezzi militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale e di collaborare per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso.

Da Palazzo Chigi viene sottolineato che la conversazione tra Meloni e Macron ha riguardato le implicazioni del conflitto sia a livello regionale sia globale. I due leader hanno ribadito il sostegno ai Paesi del Golfo colpiti dagli attacchi iraniani e alla sicurezza di Cipro, confermando allo stesso tempo l’impegno comune per evitare un’ulteriore escalation militare, in particolare in Libano.

La situazione resta estremamente fluida anche sul piano internazionale. L’Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera Kaja Kallas ha lanciato un appello affinché si lasci spazio alla diplomazia per fermare l’escalation. Dalla Russia, invece, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha invitato la comunità internazionale a creare un fronte comune per porre fine alla guerra nel Golfo Persico.

Nel frattempo la NATO segue con attenzione l’evoluzione della crisi. Il Consiglio Atlantico è stato convocato per discutere della minaccia iraniana e rafforzare il coordinamento sulla difesa missilistica, anche alla luce delle tensioni registrate nelle ultime ore in Turchia.

Un ulteriore sviluppo arriva dal Libano, dove il governo ha annunciato misure contro la presenza delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Il Consiglio dei ministri ha deciso che eventuali membri dei Pasdaran presenti nel Paese saranno arrestati e potranno essere estradati.

Il conflitto continua dunque a generare ripercussioni militari e diplomatiche in tutta la regione, mentre cresce la preoccupazione internazionale per un possibile allargamento della guerra che potrebbe coinvolgere nuovi Paesi e mettere a rischio la stabilità del Medio Oriente e delle rotte energetiche globali.

Condividi su:

Puoi leggere questo articolo gratuitamente grazie al contributo di

Articoli correlati

Panoramica privacy
Insider.sm

Questo sito utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni essenziali, come riconoscerti quando torni sul nostro sito e aiutare il nostro team a capire quali sezioni trovi più interessanti e utili.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.