Nuova tensione sul fronte della guerra tra Russia e Ucraina, con il conflitto che torna a sfiorare direttamente anche i Paesi baltici. Nelle ultime ore un drone proveniente dallo spazio aereo russo è precipitato in Estonia, mentre un altro è esploso in Lettonia, alimentando l’allarme in un’area particolarmente sensibile per la sicurezza europea.
Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa lettone, il velivolo entrato in territorio lettone arrivava dalla Russia. L’episodio è stato registrato nella regione di Kraslava, dove i sistemi di allarme hanno rilevato un rumore compatibile con un’esplosione. Le autorità hanno precisato che non si registrano feriti né danni a infrastrutture civili. La premier lettone Evika Silina ha spiegato che sono ancora in corso verifiche, ma che le prime indicazioni farebbero pensare a un drone “apparentemente ucraino”.
Anche in Estonia si è verificato un episodio analogo: qui, secondo il servizio di sicurezza interna, un drone russo si è schiantato contro la ciminiera di una centrale elettrica. I due casi si inseriscono in un quadro già delicato, considerando che Lettonia ed Estonia si trovano lungo possibili rotte dei droni diretti verso obiettivi nel nord-ovest della Russia, non lontano da San Pietroburgo.
Nel frattempo, sul terreno di guerra continuano gli attacchi incrociati. Nella regione di Odessa, nel sud dell’Ucraina, un drone russo ha colpito un edificio residenziale, causando almeno un ferito, mentre una seconda persona risulterebbe sotto le macerie secondo le autorità locali.
In territorio russo, invece, la città di Belgorod ha subito un attacco che ha provocato pesanti danni alle infrastrutture energetiche. Il governatore Vyacheslav Gladkov ha riferito che, in seguito ai bombardamenti, si sono verificate interruzioni di elettricità, acqua e riscaldamento in diverse zone della città e del distretto.
Situazione critica anche a Chernihiv, in Ucraina, dove un attacco russo contro un impianto elettrico ha lasciato circa 150 mila utenze senza corrente. Il guasto ha colpito sia la città sia parte della regione circostante, aggravando ulteriormente il quadro dei danni alla rete energetica.
Sul piano politico, resta alta anche la tensione per le conseguenze economiche del conflitto. In questo contesto si inserisce anche la decisione annunciata dal premier ungherese Viktor Orban, che ha parlato di uno stop alle forniture di gas verso l’Ucraina, aggiungendo un ulteriore elemento di pressione in uno scenario già fortemente instabile.




