Dopo la sospensione decisa nei mesi scorsi in seguito alla sparatoria alla Brown University, il governo statunitense riattiverà la lotteria per la Green Card a partire dal prossimo ottobre, ma con una serie di novità rilevanti. Il programma, ufficialmente chiamato Diversity Immigrant Visa Program, assegna ogni anno migliaia di permessi di residenza permanente negli Stati Uniti attraverso un’estrazione casuale.
Tra i cambiamenti più significativi c’è l’introduzione di controlli più rigorosi sull’identità dei candidati. Chi vorrà partecipare dovrà infatti indicare i dati di un passaporto valido e non scaduto e caricare online una scansione della pagina con fotografia e firma già al momento dell’iscrizione, requisito che in passato non era necessario.
Più controlli per contrastare le frodi
Secondo il Dipartimento di Stato, la misura punta a rendere il sistema più sicuro e a limitare le truffe legate alla procedura di candidatura. In passato, infatti, numerosi intermediari non autorizzati avrebbero presentato domande a nome di terzi o trattenuto le informazioni dei partecipanti chiedendo denaro per rivelare l’esito dell’estrazione. L’obiettivo dichiarato è quindi rafforzare i controlli sull’identità e migliorare l’affidabilità del programma.
Tra le altre modifiche tecniche previste nel regolamento, anche alcuni aggiornamenti nel linguaggio amministrativo: nei moduli ufficiali le voci “genere” ed “età” saranno sostituite rispettivamente da “sesso” e “data di nascita”, per uniformare i dati richiesti nelle procedure di immigrazione.
Procedura e calendario invariati
Non cambiano invece i tempi e le modalità principali di partecipazione. Le candidature continueranno ad aprirsi nel mese di ottobre e l’iscrizione resterà gratuita nella fase iniziale. Chi verrà selezionato dovrà poi completare il percorso previsto per ottenere la Green Card: invio dei documenti, verifiche sui precedenti penali e colloquio presso un consolato statunitense.
Le critiche alle nuove regole
Le modifiche hanno già suscitato alcune contestazioni. Diversi osservatori ritengono che l’obbligo del passaporto possa penalizzare soprattutto i cittadini di Paesi dove ottenere il documento è costoso o richiede tempi molto lunghi, in particolare in alcune aree dell’Africa e dell’Asia.
Il programma DV continua comunque a rappresentare uno dei principali canali di immigrazione negli Stati Uniti per persone provenienti da Paesi con bassi tassi di emigrazione verso il territorio americano, con fino a 55.000 visti permanenti assegnati ogni anno tramite estrazione




