Un’altra giornata ad alta tensione nel Golfo Persico. Due velivoli militari statunitensi, un A-10 Thunderbolt II e un F-15E, sono stati abbattuti quasi contemporaneamente, segnando un nuovo escalation nel confronto tra Stati Uniti e Iran.
Secondo fonti americane, il pilota dell’A-10 è riuscito a guidare l’aereo danneggiato fino allo spazio aereo del Kuwait prima di lanciarsi con il seggiolino eiettabile. Il militare è stato poi recuperato in sicurezza. I media iraniani, invece, rivendicano l’abbattimento parlando di un intervento diretto delle difese aeree di Teheran.
L’A-10, noto per la sua resistenza, era impiegato in operazioni contro imbarcazioni veloci legate ai Pasdaran lungo la costa. Nello stesso momento, anche un F-15E è stato colpito sul territorio iraniano: entrambi i membri dell’equipaggio si sono eiettati, ma solo uno è stato recuperato subito. Per l’altro sono intervenute forze speciali statunitensi, mentre da Teheran sarebbe stata annunciata una taglia per la cattura del militare disperso.
Il bilancio si aggrava: con questi episodi salgono a tre gli aerei americani colpiti dall’inizio del conflitto. Nei giorni precedenti era stato danneggiato anche un F-35, riuscito però ad atterrare. Intanto le perdite complessive statunitensi contano 13 morti e oltre 200 feriti.
Sul piano politico, il presidente Donald Trump non ha commentato direttamente gli abbattimenti, ma nei giorni scorsi aveva annunciato una linea durissima contro l’Iran, arrivando a minacciare attacchi contro infrastrutture strategiche del Paese.
La situazione resta estremamente fluida. L’intelligence americana segnala che gran parte delle capacità militari iraniane, tra cui missili e droni, è ancora operativa. Nel frattempo, il conflitto si allarga anche agli obiettivi civili: dopo attacchi statunitensi su infrastrutture iraniane, Teheran ha risposto colpendo un impianto di desalinizzazione in Kuwait.
Uno scenario sempre più instabile, dove ogni episodio rischia di alzare ulteriormente il livello dello scontro.




