Giovani in fuga, il Veneto investe: tre milioni per trattenerli. E San Marino?

da | 28 Mar 2026

Mentre a San Marino il tema resta sullo sfondo, altrove diventa priorità politica. Il Veneto ha deciso di intervenire con una misura concreta: 3 milioni di euro destinati a sostenere startup e imprese innovative che assumono giovani laureati, con contributi mirati ad abbattere il costo del lavoro qualificato nei primi anni di inserimento.
Nel dettaglio, la manovra punta a favorire l’assunzione stabile di under 35 altamente formati, prevedendo incentivi economici per ogni inserimento e premiando in particolare le realtà imprenditoriali più dinamiche, capaci di generare innovazione e sviluppo. Un intervento che guarda non solo all’occupazione, ma alla qualità dell’occupazione.
Non è solo un incentivo economico. È una presa d’atto. I giovani se ne stanno andando, e senza un intervento strutturale il rischio è quello di svuotare il futuro prima ancora di costruirlo.
La logica è semplice: sostenere le imprese che investono sui giovani, creare un ponte tra università e lavoro, evitare che competenze preziose vengano assorbite da altri territori. In altre parole, trasformare il talento in sviluppo locale.
Una scelta che dovrebbe far riflettere anche San Marino, dove il fenomeno della fuga dei giovani è meno raccontato ma altrettanto reale. Non ci sono cifre ufficiali che facciano scalpore, ma la percezione è chiara: sempre più ragazzi studiano fuori e difficilmente rientrano. E quando lo fanno, spesso faticano a trovare un contesto adeguato alle proprie competenze.
Il punto non è solo economico. È strategico.
San Marino oggi affronta una fase delicata, tra debito pubblico crescente e la necessità di rilanciare il sistema produttivo. Eppure, nel dibattito, il tema del capitale umano resta marginale. Si parla di riforme, di conti, di sostenibilità. Ma poco, troppo poco, di chi dovrebbe rendere tutto questo sostenibile nel tempo.
L’iniziativa del Veneto offre uno spunto chiaro: investire sui giovani non è una spesa, è una politica industriale.
Perché non immaginare anche a San Marino un piano simile, magari ancora più incisivo? Un fondo dedicato all’assunzione di giovani sammarinesi qualificati. Incentivi concreti alle startup fondate da under 35. Agevolazioni per chi decide di rientrare dopo esperienze all’estero. Un sistema che premi davvero il merito e crei opportunità reali.
Le dimensioni ridotte del Paese, in questo senso, potrebbero essere un vantaggio. Interventi mirati, tempi rapidi, impatto diretto. Serve però una scelta politica chiara: mettere i giovani al centro, non ai margini.
Perché ogni ragazzo che parte non è solo una storia individuale. È un investimento perso, una competenza che si sposta, una possibilità che si spegne.
Il Veneto ha deciso di reagire, mettendo risorse e strumenti sul tavolo.
San Marino, per ora, osserva.
Ma il tempo, per chi resta fermo, non è mai neutro.

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