Gaetano Troina (D-ML): Comincio dalla questione del cosiddetto piano parallelo, perché vorrei giustificare la scelta compiuta dai partiti e movimenti di opposizione quando si è deciso di depositare un progetto di legge nella forma di legge qualificata piuttosto che di legge costituzionale. La nostra non è stata una scelta dettata dalla volontà di attribuire meno poteri alla Commissione d’inchiesta, anzi, e lo sapete bene. È stata semplicemente una scelta dettata dal rispetto delle norme istituzionali. Sapete perfettamente che per l’approvazione di un progetto di legge costituzionale l’articolo 3 bis della Dichiarazione dei Diritti prevede che siano necessari i voti di 39 consiglieri. Noi non ci aspettavamo di raggiungere la disponibilità di 39 consiglieri, quindi anche di una parte significativa della maggioranza. Per questo motivo abbiamo scelto lo strumento della legge qualificata: il nostro auspicio era quello di favorire comunque l’avvio dei lavori della Commissione d’inchiesta, perché in quella fase non ci sembrava che all’interno della maggioranza vi fosse una posizione completamente condivisa su questo tema. Non si è trattato, come è stato sostenuto dal consigliere Berti, di una volontà di attribuire meno poteri alla Commissione d’inchiesta, ma semplicemente della volontà di essere certi che la Commissione potesse partire. Della volontà della maggioranza di depositare invece un progetto di legge costituzionale abbiamo avuto notizia soltanto durante i lavori dell’Ufficio di Presidenza della scorsa settimana. Visto che il collega Berti ha detto chiaramente che si procederà con il deposito e con la richiesta di inserimento all’ordine del giorno del Consiglio di aprile con procedura d’urgenza, la nostra speranza è che questa maggioranza – che a suo dire è così trasparente e disponibile – voglia condividere il testo con le opposizioni almeno prima del deposito, o comunque evitare che venga depositato pochi giorni prima della discussione. Perché se così fosse, la trasparenza e la condivisione verrebbero meno. Se davvero esiste la volontà di lavorare insieme e di arrivare a un testo condiviso, allora condividetelo e parliamone. Se davvero c’è la volontà comune di avviare i lavori della Commissione d’inchiesta, siamo in attesa di un vostro passo in questa direzione. Al momento, invece, dobbiamo rilevare che questa volontà di condivisione non si è ancora vista. Non c’è stata una reale condivisione di informazioni né la disponibilità ad affrontare insieme un tema di importanza rilevantissima per il Paese. Per noi il documento di riferimento da cui partire è il comunicato del presidente Canzio, che ha dato uno spaccato di quelle che erano le indagini in corso in quel momento. È da lì che partiamo e su quello vogliamo avere risposte da chi ha gestito tutta questa operazione. Se si parla di responsabilità politiche, allora vogliamo sapere quali sono queste responsabilità politiche. Non torna la versione che oggi si cerca di far passare al Paese, cioè quella di una maggioranza compatta e unita su questa vicenda. Perché così non era all’inizio, o se lo è diventato lo è diventato successivamente. Su questo vorremmo vederci più chiaro. Questo andava detto anche perché, lo ricordo a chi ci ascolta, questa sera le forze di opposizione terranno una serata pubblica proprio per approfondire i temi del piano parallelo, per rispondere alle domande dei cittadini e per confrontarsi con la cittadinanza, che chiede quotidianamente spiegazioni e vuole sapere di più su tutta questa vicenda. Se si parla di procedura d’urgenza, allora si potrà individuare insieme una data di partenza che potrebbe essere molto vicina a quella che avevamo proposto inizialmente. Altrimenti non avrebbe senso neppure parlare di urgenza se poi i lavori dovessero iniziare molto tempo dopo. Detto questo, voglio aggiungere che, per come è stata gestita tutta questa vicenda anche dal punto di vista comunicativo, riteniamo che sia stato arrecato un danno importante a un istituto fondamentale della nostra Repubblica. Se si fosse voluto davvero gestire tutto in modo più chiaro e trasparente, lo si poteva fare fin dall’inizio. Detto questo, voglio spendere anche qualche parola su un altro tema. Vedo in aula il Segretario Bevitori e ne approfitto per parlare del progetto Smuvi, avviato nei giorni scorsi. Vorrei capire per quale ragione si cerchi di far passare l’idea che il servizio funzioni in maniera impeccabile quando invece molti cittadini ci segnalano quotidianamente diverse problematiche nell’utilizzo di questo servizio. Se strutturato adeguatamente potrebbe rappresentare una vera svolta per il Paese e noi siamo disponibili a collaborare per migliorarlo. Tuttavia vengono segnalati diversi disservizi. Il primo riguarda l’impossibilità di comunicare eventuali problemi attraverso l’applicazione: i cittadini ci dicono che l’app non consente di inviare segnalazioni di malfunzionamento. Quando si prova a chiamare il centralino spesso è difficile parlare con un operatore; altre volte l’operatore, trovandosi in Italia, non conosce il territorio sammarinese e non riesce a comprendere le richieste degli utenti. In altri casi, quando si chiede di prenotare un servizio – ad esempio per anziani che hanno difficoltà ad utilizzare l’applicazione e devono recarsi a una visita all’ospedale – viene risposto che gli orari disponibili sono pochi e che bisogna adattarsi a quelli disponibili. Ma un servizio a chiamata dovrebbe funzionare realmente come servizio a chiamata, soprattutto per le persone che hanno maggiori difficoltà nell’utilizzo della tecnologia e che avrebbero bisogno di un supporto maggiore, almeno in questa fase iniziale. Ci è stato segnalato anche un problema relativo alle scuole. Alcuni istituti situati nelle zone più periferiche della Repubblica avrebbero chiesto di poter utilizzare questo servizio per gite scolastiche o attività esterne, ma sembrerebbe che sia stato risposto che le classi non possono utilizzare il servizio perché rischierebbero di sovraccaricarlo. Allo stesso tempo, però, non avrebbero accesso ad altre forme di trasporto pubblico per svolgere queste attività. Credo quindi che su questo tema sia necessario fare chiarezza e capire come migliorare il servizio affinché possa davvero funzionare per tutti.
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