L’Europa rafforza le difese ma evita di entrare direttamente nel conflitto in Medio Oriente. Nelle ultime ore diversi Paesi hanno inviato mezzi militari per proteggere Cipro, mentre Teheran ha lanciato un chiaro avvertimento ai governi europei: «Non unitevi a Israele e agli Stati Uniti».
Sull’isola, considerata strategica nel Mediterraneo orientale, si è di fatto attivato uno scudo difensivo informale. Grecia, Francia e Gran Bretagna hanno dispiegato mezzi e sistemi di difesa per proteggere il territorio da eventuali attacchi con droni o missili. Londra, che mantiene basi militari sovrane a Cipro, ha inviato elicotteri con capacità anti-drone e la nave militare Dragon della Royal Navy.
Nel frattempo l’aviazione britannica ha abbattuto droni iraniani nei cieli di Giordania e Iraq, un intervento che dimostra il coinvolgimento indiretto di alcuni Paesi europei nelle operazioni di difesa degli alleati della regione.
Teheran ha reagito con toni durissimi. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che qualunque intervento europeo in Medio Oriente, anche a scopo difensivo, verrà considerato «un atto di guerra e di complicità con gli aggressori». Secondo l’Iran, le capitali europee starebbero adottando «approcci contraddittori» e dovrebbero «abbandonarli» prima che le conseguenze del conflitto possano arrivare anche entro i loro confini.
L’atteggiamento dell’Europa resta quindi prudente. Come ha spiegato il segretario generale della Nato Mark Rutte, la campagna militare contro l’Iran è guidata principalmente da Stati Uniti e Israele, ma molti alleati stanno offrendo supporto logistico e politico senza partecipare direttamente alle operazioni.
Nonostante la cautela, alcuni governi stanno rafforzando la presenza militare nella regione. Parigi ha annunciato l’invio della fregata Languedoc con capacità anti-missile e anti-drone e ha deciso di spostare la portaerei nucleare Charles de Gaulle dal Baltico verso il Mediterraneo. L’Eliseo ha inoltre promesso ulteriori rinforzi militari nel Golfo, ricordando gli accordi di difesa con Paesi come Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.
Anche la Grecia ha inviato una nave militare e due caccia F-16 e sta valutando il trasferimento di sistemi missilistici Patriot sull’isola di Karpathos, nel Mar Egeo. «La Grecia fornirà tutta l’assistenza possibile a Cipro», ha assicurato il ministro della Difesa Nikos Dendias.
L’Europa, dunque, si muove su un equilibrio delicato: rafforzare la sicurezza dei propri alleati e delle proprie basi nella regione senza entrare direttamente nella guerra, mentre il conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran continua ad allargarsi.




