Nuovo fronte sul caso Jeffrey Epstein. I deputati democratici della Commissione Vigilanza della Camera stanno cercando di ascoltare tre investigatori privati che, nel 2005, avrebbero rimosso materiale potenzialmente decisivo dalla villa di Palm Beach del finanziere prima dell’arrivo della polizia.
Si tratta di Paul Lavery, Stephen Kiraly e William Riley, indicati come le persone che portarono via tre computer e oltre venti elenchi telefonici, materiale che secondo quanto emerso non sarebbe mai arrivato nelle mani del Dipartimento di Giustizia.
Nelle lettere inviate ai tre, il deputato Robert Garcia chiede chiarimenti su contenuto, rimozione, conservazione e attuale ubicazione dei materiali sottratti dalla casa di Epstein. Il sospetto, sempre più pesante, è che possano essere state fatte sparire prove cruciali per l’inchiesta.
A rafforzare i dubbi è stata anche la testimonianza di Darren Indyke, storico avvocato di Epstein, che davanti alla commissione ha confermato di essere venuto a sapere dell’esistenza di hard disk custoditi da investigatori privati e che quei materiali, a quanto risulta, non sarebbero mai stati consegnati alle autorità.
Il punto ora è capire che fine abbiano fatto quei dispositivi e soprattutto se contenevano elementi utili per ricostruire la rete di relazioni e complicità attorno a Epstein. Un passaggio che rischia di riaprire interrogativi pesantissimi su uno dei casi più oscuri degli ultimi anni.




