Energia, il Tar dice no all’AASS. Ma l’Azienda rassicura: “Nessun rincaro imminente in bolletta”

da | 18 Gen 2026

La nostra redazione ha letto e approfondito la vicenda sulla penna di Antonio Fabbri, su L’Informazione, che ha portato all’attenzione una sentenza destinata a pesare non solo sul piano giuridico, ma anche su quello economico e politico per la Repubblica di San Marino.

Il Tar della Lombardia ha respinto il ricorso dell’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici (AASS) contro due delibere di Arera, l’Autorità italiana per la regolazione di energia, reti e ambiente. In gioco c’è il tema dei costi di trasporto e di “sbilanciamento” dell’energia elettrica che arriva sul Titano attraverso la rete italiana: secondo il Tribunale, San Marino – in quanto Stato “intercluso” – deve continuare a farsi carico di questi oneri.

Una decisione che, sulla carta, potrebbe tradursi in un aggravio di spesa per l’Azienda e, a cascata, in un possibile impatto sulle tariffe per cittadini e imprese. Ma proprio su questo punto, nelle ore successive alla sentenza, AASS è intervenuta per rassicurare l’utenza.

La posizione dell’Azienda

“Questa decisione non deve essere interpretata come l’annuncio di imminenti rincari in bolletta”, sottolinea l’Azienda in una nota ufficiale. AASS chiarisce che l’azione legale intrapresa contro Arera si inserisce in una strategia di lungo periodo, volta a ottenere rimborsi e a neutralizzare costi che l’Azienda ritiene non dovuti.

In altre parole, AASS evidenzia che questi oneri vengono già sostenuti oggi e che il contenzioso aveva – e ha – l’obiettivo di recuperare somme a vantaggio della collettività, evitando che dinamiche tariffarie esterne possano gravare sulle tariffe sammarinesi in futuro.

La sentenza del Tar, secondo l’Azienda, rappresenta quindi un passaggio di un percorso più ampio, che resta aperto anche sul piano giuridico: non viene esclusa la possibilità di un ricorso al Consiglio di Stato.

Il nodo tecnico, in sintesi

Come ricostruito nell’analisi di Fabbri, il cuore della questione è lo “sbilanciamento”: la differenza tra l’energia programmata negli accordi e quella effettivamente scambiata sulla rete.

Poiché San Marino non dispone di un sistema di misurazione diretto ai confini energetici, le regole Arera prevedono l’applicazione di una tariffa standard più penalizzante, trattando lo Stato come un “operatore passivo”. Tradotto: l’errore di sistema diventa un costo per il Titano.

Tra diritto, politica ed energia del futuro

AASS, però, sposta lo sguardo anche oltre il contenzioso. Nella sua nota ribadisce che l’approvvigionamento energetico della Repubblica resta solido e che l’Azienda è impegnata a garantire stabilità e competitività dei costi.

Parallelamente alle azioni legali, vengono citati i progetti per aumentare la produzione interna e integrare nuove fonti, come l’impianto fotovoltaico di Brescia, indicati come la vera risposta strutturale per ridurre la dipendenza dalle variabili del mercato estero e proteggere famiglie e imprese del Titano.

Il punto di equilibrio

Da un lato, una sentenza che conferma un principio tecnico e giuridico: il trasporto dell’energia si paga. Dall’altro, un’Azienda che prova a rassicurare: nessuna stangata immediata in bolletta e una strategia orientata a difendere, nel tempo, la collettività sammarinese.

La partita, ormai, non è solo nei tribunali. È anche sul tavolo della politica energetica del Paese: tra accordi internazionali, sovranità, investimenti nelle rinnovabili e tutela dei consumatori. Perché, alla fine, la domanda resta la stessa, semplice e concreta: chi paga l’energia quando l’energia deve attraversare i confini?

Noi di INSIDER.SM continueremo a seguire il dossier, tra sentenze, risposte istituzionali e scelte strategiche, per capire non solo cosa dicono le carte, ma che effetto avranno, domani, sulle case e sulle imprese della Repubblica.

 

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