“Sul tema dell’emergenza casa condivido molto di quanto è stato detto. La legge approvata era chiaramente un primo intervento, pensato come l’avvio di un percorso più ampio che doveva e deve proseguire con ulteriori misure. Se guardiamo ai risultati ottenuti finora, è innegabile che sul fronte degli affitti le criticità restino tutte sul tavolo e vadano affrontate con decisione. Su questo punto ha assolutamente ragione chi solleva il problema. Allo stesso tempo, però, devo dire di essere particolarmente soddisfatto per i segnali positivi che stiamo registrando su altri versanti: c’è stato un incremento sia sul fronte della multiprima casa sia sugli incentivi e sui bonus per le ristrutturazioni. Questo significa che le manovre che avevamo messo in campo per agevolare il recupero del patrimonio edilizio e rendere più accessibile il tema abitativo stanno producendo effetti concreti”.
Così il Segretario di Stato per il Territorio Matteo Ciacci, intervenuto in trasmissione a RTV ad una domanda di Emanuele Santi (Rete).
Detto questo, non voglio in alcun modo eludere la questione più delicata, che è quella degli affitti. Proprio lì si concentrano oggi le maggiori difficoltà. La legge conteneva già uno strumento importante, quello del canone calmierato, che però, dobbiamo dirlo con chiarezza, ha mostrato e continua a mostrare limiti abbastanza evidenti. Il nodo principale è che, in molti casi, non c’è ancora una reale disponibilità ad abbassare i prezzi degli affitti, e questo rende molto più difficile riequilibrare il mercato.
Io credo che oggi le leve su cui lavorare siano diverse e debbano essere attivate in modo coordinato. La prima è sicuramente una revisione del canone calmierato, perché quello strumento va rafforzato e reso più efficace. Personalmente continuo a ritenere che l’ecocanone possa rappresentare una soluzione interessante, anche perché era un’impostazione che aveva trovato un terreno di condivisione abbastanza ampio.
La seconda leva riguarda i dati, che devono finalmente diventare uno strumento operativo. Da lunedì partirà infatti ‘Immobili Web’, cioè il censimento degli immobili sfitti del nostro territorio. È un passaggio molto importante, atteso da tempo, che coinvolgerà anche la cittadinanza e che rappresentava uno degli impegni contenuti proprio nella legge sull’emergenza casa. Conoscere in modo preciso quanti immobili vuoti ci sono, dove si trovano e in quali condizioni versano è fondamentale per costruire politiche davvero efficaci.
Il terzo aspetto riguarda invece l’incremento dell’offerta abitativa. Per affrontare davvero il problema degli affitti non basta solo intervenire sui prezzi, bisogna anche aumentare la disponibilità di alloggi. Questo significa da un lato riqualificare l’esistente, dall’altro creare le condizioni per far crescere nuovi comparti immobiliari. In questo senso la legge sulla pianificazione strategica territoriale può dare risposte importanti, perché offre strumenti utili per incidere in maniera concreta anche su questo fronte.
C’è poi un quarto elemento, che io metterei però come ultima ratio. Come è noto, personalmente non sono contrario in assoluto neppure all’ipotesi della tassazione degli immobili sfitti. Però ritengo che, prima di arrivare a quella soluzione, sia giusto provare fino in fondo a utilizzare tutte le leve che abbiamo già a disposizione e che sono immediatamente applicabili. Se la revisione del canone calmierato, il censimento puntuale degli immobili sfitti e le misure per aumentare l’offerta non dovessero produrre risultati efficaci, allora si potrà anche ragionare seriamente su un intervento fiscale in quella direzione. Del resto, è un tema che era già stato posto anche da voi con un emendamento specifico.
La linea della maggioranza è molto chiara: intervenire subito, con strumenti concreti e applicabili nell’immediato, per cercare di dare risposte reali a una delle questioni sociali più urgenti del Paese. Il tema è attualissimo e non possiamo permetterci di lasciarlo irrisolto. La casa è oggi una delle priorità assolute e come tale va affrontata, con pragmatismo, responsabilità e la volontà di mettere in campo tutte le soluzioni necessarie”.




