“E-commerce, 3.440 segnalazioni di truffe da parte di attività sammarinesi”

da | 16 Feb 2026

Riportiamo l’intervento di Guerrino Zanotti (Libera) nella seduta di oggi – lunedì 16 febbraio – in Consiglio Grande e Generale

Guerrino Zanotti (Libera): Colgo l’occasione della relazione illustrata dal Segretario Belluzzi con riferimento al Servizio Indagine e Controllo delle Attività Economiche, per esprimere una valutazione diversa circa l’opportunità di pubblicare i dati rilevati. Ritengo infatti che tali dati non contengano elementi coperti da segreto o relativi a indagini particolari e che, al contrario, sia giusto rendere pubblica la realtà che emerge dalla relazione, purtroppo non del tutto positiva.  La relazione documenta come, in particolare nei settori delle bevande, degli integratori alimentari, della cosmetica, dei prodotti per fumatori e dell’e-commerce, continuino a proliferare operazioni commerciali quantomeno grigie. Si tratta di società che nascono, operano per uno o due anni con volumi di fatturato molto elevati verso clienti italiani e poi cessano l’attività, spesso a seguito di interventi dell’Agenzia delle Entrate italiana. Nel frattempo l’IVA non viene versata, le triangolazioni si moltiplicano e San Marino viene utilizzata come piattaforma per eludere il fisco italiano. Se osservassimo questi fenomeni dalla prospettiva italiana, non ci faremmo un’opinione positiva del sistema economico sammarinese, che rischierebbe di apparire poco affidabile. Non credo sia questa l’immagine che vogliamo offrire del nostro tessuto economico.  Arriviamo così al nodo politico della questione. Negli ultimi anni sono state compiute scelte precise volte ad alleggerire i controlli preventivi e semplificare le procedure per attrarre investimenti e rendere più facile fare impresa a San Marino. È una scelta condivisibile e necessaria per lo sviluppo economico del Paese. Tuttavia, nella pratica, tali misure hanno aperto le porte non solo a imprenditori seri, ma anche a chi ha trovato conveniente utilizzare San Marino per operazioni opache.  Un esempio è rappresentato dal Decreto n. 50 del 2024, che ha eliminato alcuni controlli preventivi e, come evidenziato dalla relazione del SICE, ha ridotto le capacità conoscitive dirette delle forze dell’ordine sul nostro tessuto economico, determinando criticità. Spesso le verifiche intervengono nel tempo e non in modo tempestivo. Nel settore delle bevande, ad esempio, sono state costituite più società appartenenti allo stesso gruppo per aggirare i limiti di fatturato previsti, inserendo codici ATECO relativi alla logistica per condividere magazzini e personale e fatturando prodotti diversi insieme alle bevande per rendere più difficile la tracciabilità del limite di 150.000 euro per cliente. Sono stratagemmi che la relazione documenta puntualmente e che la normativa attuale fatica a intercettare.  Non si chiede di tornare indietro rispetto alla semplificazione burocratica, ma di riconoscere che la sburocratizzazione e l’attrazione degli investimenti non possono avvenire a qualsiasi costo. È positivo il tavolo congiunto fortemente voluto dalla Commissione che si occupa del contrasto ai fenomeni della criminalità organizzata, perché consente coordinamento e scambio di informazioni tra uffici. Tuttavia, il tavolo da solo non basta se mancano adeguati strumenti normativi e risorse umane.  Il tema è politico ma anche economico: un’economia opaca danneggia chi opera nella piena trasparenza, genera concorrenza sleale, abbassa il livello qualitativo del tessuto economico e allontana investitori seri. Un ulteriore esempio è quello del commercio online. Nei primi quattro mesi del 2025 sono state ricevute 3.440 telefonate di consumatori italiani che lamentano truffe da parte di attività di e-commerce sammarinesi. Ogni telefonata corrisponde a una persona che non ha ricevuto la merce o l’ha ricevuta non conforme. È evidente il danno reputazionale per il Paese.  Le proposte indicate dalla relazione, e ribadite anche dalla Commissione anticrimine negli anni, vanno nella direzione di rafforzare i controlli preventivi nei settori più sensibili, conoscere meglio chi avvia attività in tali ambiti, prevedere sanzioni meno blande, affinché non diventino un costo facilmente assorbibile, e potenziare le risorse umane dedicate ai controlli.  La credibilità di un Paese si costruisce con i fatti. Oggi i fatti ci dicono che esiste un problema che non possiamo permetterci di ignorare.

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