DOMANI–Motus Liberi: “Basta micro-opere, serve una svolta”

da | 6 Feb 2026

Una presa di posizione netta contro quella che viene definita l’assenza di visione politica nelle scelte infrastrutturali del Paese. È il contenuto del comunicato diffuso da DOMANI – Motus Liberi, che interviene duramente sull’intervento di allungamento di 140 metri della tratta del trenino, presentato nei giorni scorsi come un risultato significativo.

Secondo il movimento, la celebrazione dell’opera rappresenta “la fotografia impietosa del declino politico di questo Paese”. Nel comunicato si legge: “Spendere oltre 500.000 euro per allungare di 140 metri una ‘tratta ferroviaria’ e presentarla come una grande opera significa una cosa sola: San Marino è ostaggio di una politica che non permette di fare nulla di serio, strutturale e coraggioso”.

Il nodo, viene precisato, non sarebbe di natura tecnica ma esclusivamente politica. “Il nodo non è tecnico. Il nodo è politico. Ed ha un nome preciso: il vincolo democristiano”, si legge nel testo, che accusa una linea politica consolidata di frenare sistematicamente qualsiasi intervento infrastrutturale di ampio respiro. Una politica che, secondo DOMANI–Motus Liberi, impone da decenni la logica del “non si deve fare” e del “meglio poco che troppo”, impedendo anche agli alleati di maggioranza di realizzare opere considerate realmente strategiche.

Nel comunicato si sottolinea come, in altri contesti, un intervento di questa portata sarebbe ritenuto marginale: “In qualunque altro Paese un intervento come quello dell’allungamento di 140 metri sarebbe considerato un intervento marginale, incompleto, quasi ridicolo”. A fronte di investimenti e pianificazioni di lungo periodo attuate altrove, San Marino – secondo il movimento – sarebbe invece “condannato ad accontentarsi”, non per limiti oggettivi ma per una precisa scelta politica.

DOMANI–Motus Liberi respinge anche l’idea che si tratti di prudenza o responsabilità amministrativa. “Questa non è prudenza. Questa non è responsabilità. Questa è paura del futuro, questo è mantenimento del potere fine a sé stesso”, afferma il comunicato, che richiama l’obiettivo originario del ripristino della ferrovia Borgo Maggiore–Città, definendo i 140 metri realizzati come “solo il ‘contentino’”.

La nota si chiude con un messaggio politico esplicito: “San Marino ha bisogno di visione, coraggio e libertà politica” e con l’affermazione che, finché il Paese resterà “prigioniero del vincolo democristiano”, continueranno a essere presentate come grandi risultati opere di dimensioni ridotte, accompagnate da governi disposti ad accettare la logica del “meglio di niente”.

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