Duro intervento del movimento RETE sul Decreto Auto, approvato dalla maggioranza consiliare. Nel comunicato si legge che “Sul Decreto Auto la maggioranza ha votato al buio”, con un’accusa diretta al metodo seguito dal Governo nella gestione del provvedimento.
Secondo quanto riportato, “Il Governo ha depositato il testo senza alcun confronto con la propria maggioranza ed è arrivato in Aula senza dati: parla di un settore in crisi, ma senza spiegare quale sia la reale portata del problema”. Il documento sottolinea inoltre il timore che il decreto non risponda a un’esigenza generale del comparto: “Il dubbio è che il Decreto serva più a qualcuno in particolare che all’intero comparto e che ci si trovi davanti all’ennesimo intervento frettoloso e mal costruito, arrivato dopo quasi tre anni di immobilismo”.
Nel comunicato viene evidenziato come i dati relativi al settore siano stati resi disponibili solo successivamente. “I dati su numero di imprese e lavoratori sono stati forniti solo dopo le richieste dell’opposizione: alla maggioranza non è neppure venuto in mente di chiederli, perché ormai vota la qualunque a scatola chiusa”, si legge.
Viene inoltre sottolineato come il testo sia stato modificato durante l’iter consiliare. “Ne è la riprova come questo stesso Decreto sia stato corretto in corsa, grazie all’intervento di alcuni Consiglieri di maggioranza più assennati: alcune disposizioni sono state cancellate o modificate perché davvero inaccettabili”.
Nonostante le modifiche, secondo RETE restano criticità. “Restano tuttavia molte criticità e ampi spiragli per potenziali fregature future”, si legge nel comunicato.
Il documento ricostruisce anche il contesto del settore auto negli ultimi anni. “Il settore auto è fuori controllo da anni. Lo dicono le relazioni del Tavolo congiunto per il monitoraggio dell’economia, rimaste per troppo tempo inascoltate”, con riferimento anche alle segnalazioni delle Forze di polizia, della Commissione Antimafia e alle indagini in corso.
RETE evidenzia inoltre che il fenomeno era già noto: “Anche noi di RETE lo ribadiamo da anni: dal 2021 assistiamo a un proliferare incontrollato di società, spesso opache e legate a operazioni sospette”, accusando il Governo di aver sottovalutato la situazione.
Nel comunicato viene citato anche l’intervento normativo italiano. “A intervenire alla fine è stata l’Italia, con un articolo nella finanziaria per il 2024 che ha introdotto misure come l’IVA prepagata sulle auto in arrivo da San Marino, per arginare il fenomeno dell’evasione”, con conseguenze su tutto il comparto.
Secondo RETE, tale intervento ha colpito anche gli operatori regolari: “Il problema è che questo intervento ha colpito indiscriminatamente l’intero settore, inclusi i tanti operatori storici, che hanno sempre lavorato onestamente”.
Il comunicato si chiude con una critica politica complessiva all’azione dell’esecutivo: “Oggi il Governo scopre improvvisamente che esiste una crisi e interviene in fretta, male e senza una visione. Le responsabilità politiche sono enormi, indiscutibili e talmente evidenti che non possono essere nascoste dietro a questa foglia di fico”.




