Consiglio Grande e Generale tra nomine e scontro politico: via libera ai pensionati al lavoro, polemiche sul caso Poste e commissione d’inchiesta

da | 17 Mar 2026

Il Consiglio Grande e Generale riparte dalle nomine e dalle Istanze d’Arengo.  La seduta si è aperta con una serie di nomine approvate con ampie maggioranze. Francesco Armando Schurr, proposto dal Pdcs, è stato nominato membro della Corte per il Trust e i Rapporti Fiduciari con 41 voti favorevoli. Via libera anche al rinnovo del Consiglio Giudiziario: eletti Silvia Rossi, Romina Parenti, Alessandro Stolfi e Orietta Berardi, con 50 voti. Nominata inoltre Maria Pia Iadicicco come membro supplente del Collegio Garante della Costituzionalità. Tra le altre designazioni, approvati Massimo Mancini e Giuseppe Sopranzetti nel Consiglio Direttivo della Banca Centrale, mentre ha fatto discutere la nomina di Roberto Sergio nel CdA di Poste San Marino, dato il suo attuale incarico di Direttore Rai e San Marino Rtv.

Ampio spazio è stato dedicato alle Istanze d’Arengo con 3 respinte e 2 approvate. Respinta l’istanza n.25 sul part-time imprenditoriale e benefici fiscali. Il Segretario di Stato Rossano Fabbri ha sottolineato la necessità di un approccio prudente:“Serve una revisione organica, evitando distorsioni concorrenziali e squilibri nel sistema”. 

Stesso esito per l’istanza n.26 contro l’abusivismo economico. Il governo ha ribadito che il quadro normativo è già adeguato. Fabbri ha chiarito:“Non servono nuove norme, ma applicare con efficacia quelle esistenti”. Respinta anche l’istanza n.29 sul part-time imprenditoriale breve, pur riconoscendone il valore politico.

 Diverso l’esito per l’istanza n.27, approvata con 36 voti, che consente ai pensionati di anzianità di svolgere lavoro occasionale. Il dibattito ha evidenziato un ampio consenso trasversale. Maddalena Muccioli (Pdcs) ha dichiarato: “Non c’è motivo di escludere chi ha già contribuito pienamente al sistema dal continuare a lavorare”. Infine, approvata anche l’istanza n.28 sulla riforma dell’affidamento dei minori. Il Segretario Stefano Canti ha evidenziato: “Le proposte rafforzano il sistema di tutela nel superiore interesse del minore”.

La parte più accesa della seduta si è registrata durante il comma comunicazioni, con un duro confronto tra maggioranza e opposizione. Carlotta Andruccioli (D-ML) ha attaccato il progetto di legge della maggioranza sulla commissione d’inchiesta: “È vergognoso prevedere una commissione non paritetica. Di cosa avete paura?”. Critiche anche sulla gestione del caso dei cosiddetti “soggetti bulgari” e sulla trasparenza degli atti. Gian Matteo Zeppa (Rete) ha denunciato episodi gravi legati alla giustizia e alla violenza di genere, parlando di “povertà istituzionale e civica che fa ribrezzo”.

Dalla maggioranza, Giuseppe Maria Morganti (Libera) ha posto l’accento sul peso dei poteri economici: “Ci sono interessi superiori alla politica che fanno affari sulle spalle dello Stato”. Il Segretario Matteo Ciacci ha difeso l’operato del governo: “Abbiamo agito con trasparenza e ora serve un piano forte per proteggere il sistema bancario”. Ha sottolineato anche la necessità di prepararsi a scenari alternativi per il sistema bancario: “Se non vi sono interlocutori validi, serve un immediato e fortissimo piano B in cui lo Stato e la Banca Centrale facciano la loro parte per proteggere la Banca di San Marino e l’intero sistema bancario”. Sul tema della commissione d’inchiesta, Gian Carlo Venturini (Pdcs) ha ribadito la linea della maggioranza: “Non si deve sovrapporre al lavoro del tribunale. È un atto di responsabilità farla partire dopo le indagini”.

Nel dibattito sono emerse anche preoccupazioni economiche legate al contesto internazionale. Andruccioli ha sollevato il tema del caro energia, chiedendo interventi concreti per le famiglie. Ciacci ha annunciato una misura immediata: “Incrementiamo di cinque centesimi lo sconto Smac sui carburanti per sostenere cittadini e imprese”. Critiche però dall’opposizione, che giudica l’intervento insufficiente.

Tensione sul tema delle interpellanze non evase. Matteo Casali (Rf) ha denunciato ritardi: “La legge prevede 30 giorni, non sei mesi”. Nicola Renzi (Rf) ha parlato di mancanza di rispetto istituzionale: “Non accettiamo che un Segretario risponda quando gli pare”. Ciacci ha ammesso il ritardo, scusandosi: “Me ne assumo la responsabilità, ma respingo accuse di superficialità”.

In chiusura di lavori ha fatto discutere la nomina di Roberto Sergio nel CdA di Poste San Marino, proposta dal Psd. L’opposizione ha sollevato dubbi su incompatibilità e carico di incarichi del manager italiano. Emanuele Santi (Rete) ha commentato: “Quanto tempo potrà dedicare alle Poste chi è già direttore della RAI e di RTV?”. La maggioranza ha difeso la scelta. Luca Lazzari (Psd) ha replicato: “All’estero è normale che manager pubblici ricoprano più incarichi. Porterà valore aggiunto”. La nomina è stata approvata con 25 voti a favore.

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