Consenso informato a scuola, nuova istanza d’Arengo

da | 8 Feb 2026

Torna all’attenzione del dibattito istituzionale il tema del consenso informato scolastico. L’Associazione Uno di Noi ha annunciato la presentazione di una nuova istanza d’Arengo per chiedere l’introduzione formale di questo strumento anche nel sistema scolastico della Repubblica di San Marino, con particolare riferimento alle attività legate all’educazione affettiva e sessuale rivolte agli alunni minorenni.

Nel documento diffuso l’8 febbraio 2026, l’associazione ricostruisce il significato del termine “consenso informato”, nato in ambito medico come autorizzazione consapevole del paziente a un trattamento sanitario dopo aver ricevuto adeguate informazioni. Un principio che, nel tempo, è stato esteso anche ad altri settori, come quello finanziario e assicurativo, fino ad arrivare, più recentemente, all’ambito scolastico.

Il riferimento è al dibattito in corso in Italia sul cosiddetto “DDL Valditara”, già approvato alla Camera e in attesa di esame al Senato, che introduce il consenso informato dei genitori per le attività di educazione affettiva e sessuale nelle scuole medie inferiori, escludendo infanzia ed elementari. Il disegno di legge prevede l’obbligo di informare preventivamente le famiglie sui contenuti, sulle modalità e sui formatori coinvolti, garantendo attività alternative in caso di mancato consenso.

L’associazione ricorda come già nel 2022 fosse stata presentata una prima istanza d’Arengo sul consenso informato scolastico a San Marino, richiamando il primato educativo della famiglia sancito dalla normativa sammarinese e da fonti di diritto internazionale. Quella richiesta fu respinta nel 2023, con la motivazione che le tutele fossero già previste dalla normativa scolastica vigente o comunque applicate nella prassi.

Secondo quanto sostenuto nel nuovo documento, l’esperienza successiva, in particolare nell’applicazione dell’articolo 3 della Legge n. 127/2022, avrebbe però evidenziato criticità rilevanti. In diversi casi, viene affermato, i genitori non sarebbero chiamati a esprimere il consenso e non sarebbero nemmeno preventivamente informati dello svolgimento di attività legate a tali ambiti, dei loro contenuti o dei soggetti incaricati. Viene inoltre segnalata una scarsa conoscenza, da parte delle famiglie e delle stesse scuole, delle domande rivolte ai ragazzi quindicenni nei questionari anonimi previsti dalla normativa.

Nel comunicato si richiama anche l’attenzione sulla presenza, nelle scuole dell’infanzia ed elementari, di materiali e letture definite “arcobaleno”, spesso introdotte tramite donazioni, che affrontano temi legati all’identità sessuale e al concetto di famiglia. Un aspetto che, secondo l’associazione, rafforzerebbe la necessità di strumenti chiari di informazione e consenso.

Alla luce di queste considerazioni, Uno di Noi ritiene che vi siano oggi le condizioni per riportare il tema all’esame del Consiglio Grande e Generale, attraverso una nuova istanza d’Arengo aggiornata alle criticità emerse. La richiesta è quella di introdurre presìdi a tutela del ruolo educativo della famiglia, in linea con quanto adottato in altri ordinamenti.

La prima raccolta firme a sostegno dell’iniziativa è in programma mercoledì 11 febbraio, alle ore 19.15, all’ingresso dell’Ospedale di Stato, subito dopo il Rosario per la Vita previsto alle 18.30 presso la cappella dell’ospedale.

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