Comites San Marino, confronto pubblico sul Referendum giustizia

da | 24 Feb 2026

Sabato scorso, presso la sede del Comites San Marino in Via Maestri Comacini a San Marino Città, si è svolto un incontro pubblico con i sostenitori del Sì al Referendum sulla giustizia in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. L’evento, come specificato nel comunicato, è stato “accreditato dall’Ordine degli Avvocati e Notai di San Marino ai fini della formazione professionale.”

A illustrare “nel dettaglio le modifiche legislative contenute nel testo della riforma” sono stati l’Avvocato Marco Lombardi e l’Avvocato Marco Ditroia, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Comitato Cittadini per il Sì di Rimini. Ad accoglierli il Presidente del Comites San Marino Avvocato Alessandro Amadei, insieme ai sostenitori del Comitato Riccardo D’Orazi, Samanta Tonelli e Alessandro Ceriani, oltre a un numeroso pubblico presente in sala.

Il quesito referendario, si legge nella nota, “incide sull’organizzazione della magistratura, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, prevedendo l’istituzione di due distinti CSM, la creazione di un Alta Corte Disciplinare ed un innovativo sistema di sorteggio dei componenti di ciascun CSM.”

In apertura di dibattito il Presidente Alessandro Amadei ha dichiarato: “La giustizia è uno dei pilastri, su cui si regge la nostra democrazia, quindi comprendere i contenuti della riforma è un passaggio fondamentale ed un dovere civico di tutti noi cittadini per poter esercitare consapevolmente il nostro diritto di voto. L’amministrazione della giustizia ha a che fare con la nostra quotidianità, in quanto ha dei riflessi sulla convivenza civile, sulla sicurezza, sull’incolumità dei cittadini e sull’osservanza delle leggi”.

Nel suo intervento, l’Avvocato Marco Lombardi ha precisato che “i principi contenuti nel Referendum affondano i presupposti nelle norme transitorie della Costituzione e sono il coronamento del principio del giusto processo e del sistema processuale accusatorio introdotto in Italia quarant’anni fa con la riforma Vassalli del codice di procedura penale.”

Sulle ragioni del Sì è intervenuto anche l’Avvocato Marco Ditroia, spiegando che “la riforma sia un rafforzamento della terzietà del giudice, in quanto mantiene fermo il principio dell’indipendenza della magistratura e la fiducia dei cittadini nel processo.” Una riforma che, ha ribadito, “non cambia il lavoro quotidiano degli operatori del diritto, ma interviene sull’assetto ordinamentale.”

Nel comunicato si evidenzia inoltre che entrambi i relatori “hanno messo in guardia dal fatto che qualcuno sta consapevolmente trasformando il Referendum nell’antipasto delle elezioni politiche e quindi, a loro avviso, occorre non cadere in questo equivoco che disorienta i cittadini.”

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