Un albergo che doveva essere chiuso da mesi, una scolaresca di 50 bambini ospitata all’interno e nessuna comunicazione ufficiale delle presenze. È da qui che parte la vicenda scoperta dalla Polizia di Stato di Rimini, che ha denunciato a piede libero il titolare di due strutture ricettive della città al termine di una serie di controlli amministrativi.
L’accertamento è stato eseguito alla fine di febbraio dagli agenti della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Rimini durante un’ispezione in una struttura stagionale. Secondo quanto emerso, quell’hotel avrebbe dovuto interrompere l’attività alla fine di ottobre 2025. Invece risultava ancora aperto e, al momento del controllo, ospitava un’intera classe di bambini delle scuole elementari.
Da lì sono partiti gli approfondimenti. Gli investigatori hanno verificato che il proprietario aveva a disposizione anche un’altra struttura alberghiera, con un nome diverso e autorizzata ad attività annuale. I bambini, però, erano stati sistemati nell’hotel stagionale, cioè in quello che non avrebbe più dovuto essere operativo. E soprattutto, sempre secondo quanto accertato dalla polizia, la loro presenza non era mai stata comunicata all’Autorità di pubblica sicurezza.
Non si tratterebbe di una semplice dimenticanza burocratica. Gli agenti hanno infatti ricostruito che per quella struttura stagionale non erano mai state richieste nemmeno le credenziali di accesso al portale “Alloggiati Web”, il sistema attraverso cui i gestori devono comunicare i nominativi degli ospiti. Ma non solo: la scolaresca non risultava registrata neppure nell’altra struttura con licenza annuale. In pratica, quei bambini risultavano ospitati senza alcuna tracciabilità formale.
Il controllo ha fatto emergere anche altre criticità. Nella struttura, secondo quanto contestato, mancavano gli adempimenti ordinari legati alla sicurezza antincendio. In particolare non sarebbero stati effettuati i controlli periodici obbligatori su estintori, manichette e porte tagliafuoco REI, elementi basilari per la sicurezza di una struttura che accoglie ospiti, tanto più se minori.
Al termine delle verifiche, e dopo gli accertamenti svolti anche negli uffici comunali sulla posizione irregolare della Scia, il titolare è stato denunciato per la mancata comunicazione degli alloggiati all’Autorità di pubblica sicurezza e per le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione incendi. Sul piano amministrativo gli sono state inoltre contestate gravi irregolarità per aver continuato a gestire la struttura ben oltre il periodo consentito, con sanzioni complessive superiori a 7mila euro.
La posizione dell’imprenditore resta ora al centro di ulteriori approfondimenti. Sono infatti ancora in corso verifiche per capire se il sistema messo in piedi con il cosiddetto “albergo fantasma” possa aver avuto anche risvolti fiscali, sia nei confronti dell’erario sia sotto il profilo dei tributi comunali.




