Il Consiglio Grande e Generale chiude compatto sul caso Varano e approva all’unanimità un ordine del giorno che impegna il Congresso di Stato ad attivarsi per ottenere il risarcimento dei danni legati alla vicenda. Dopo il confronto tra le proposte di Repubblica Futura e della maggioranza, si arriva a un testo condiviso che raccoglie l’intera aula.
Cosa prevede l’ordine del giorno:
Considerato che il recente decreto di archiviazione emesso dal GIP del Tribunale di Forlì il 18 marzo 2025 pone fine, in modo definitivo, al procedimento noto come “Varano”, durato oltre diciassette anni, e che aveva coinvolto persone fisiche e persone giuridiche della Repubblica di San Marino in ipotesi di reato poi rivelatesi infondate; che la sostanza della decisione assunta dal GIP di Forlì, accogliendo la proposta della Procura, per la quale “deve richiedersi l’archiviazione del presente procedimento penale perché il fatto non costituisce reato”, conferma l’assenza di elementi utili a sostenere il fondamento dell’accusa, anche “nel merito”, dando così pieno riconoscimento alle argomentazioni difensive sostenute negli anni da Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino S.p.A. e da tutti gli indagati; che i risvolti della vicenda furono anche profondamente mediatici e politici, coinvolgendo e delegittimando sia le persone, che gli organismi dell’Istituto, innescando una crisi reputazionale e patrimoniale senza precedenti per tutto il Sistema Bancario e per il nostro Paese, con ripercussioni stimate in oltre un miliardo di euro; che nel 2015, la Commissione Consiliare d’Inchiesta, che fu istituita per fare piena luce su quella vicenda ebbe modo di evidenziare – nella Relazione Finale – tutte le contraddizioni e fragilità di un impianto accusatorio che, già allora, mostrava la sua inconsistenza; che tutte le posizioni dei soggetti indagati sono state definitivamente archiviate e che non risultano altri soggetti indagati o a giudizio nella citata indagine; Valutato che la scelta fatta nel 2013 nel non patteggiare in tale procedimento, nonostante ripetute pressioni e numerosi dibattiti interni alla nostra Repubblica, ha avuto come esito positivo, anzitutto, la conferma della correttezza delle scelte poste in atto dall’Istituto e dai suoi organismi direttivi e, in secondo luogo, ha lasciato aperta la possibilità di poter reclamare, per i danni subiti, restituzioni e risarcimenti per la notevole mole di denaro perduta a causa della inchiesta e dei provvedimenti restrittivi conseguenti; che il Congresso di Stato ha già posto in atto alcune azioni, nel corso della presente legislatura, al fine di recuperare il danno subito dalla Repubblica di San Marino e dall’Istituto di Credito, di cui oggi detiene la maggioranza delle azioni societarie; che l’Ecc.ma Camera della Repubblica di San Marino è negli anni intervenuta più volte, per garantire sostegno finanziario e patrimoniale a Cassa di Risparmio, quale istituto strutturalmente fondamentale per l’intero sistema economico sammarinese; che il danno economico (per l’investimento nel Gruppo Delta) e reputazionale subito dalla Cassa di Risparmio, è stato propedeutico al danno patrimoniale e d’immagine subito dall’intera Repubblica di San Marino; Considerato, altresì, che il nostro Paese, almeno a partire dal 2008, ha effettuato un percorso di profonda trasparenza ed allineamento agli standard internazionali, ottenendo un giudizio molto positivo e in miglioramento progressivo da tutti gli organismi di controllo in ambito economico finanziario; che la verità sulla vicenda Varano, finalmente confermata anche dalla giustizia italiana, pone la Repubblica di San Marino in una posizione favorevole, sia rispetto alla recuperata credibilità del Paese, sia rispetto alle possibilità concrete di recupero del danno subito; impegna il Congresso di Stato: – ad intraprendere ogni azione utile al risarcimento dei danni derivanti dall’intera vicenda; – a dare mandato al Consiglio di Amministrazione di Cassa di Risparmio di attivare ogni azione possibile al fine del risarcimento dei danni subiti e del recupero degli asset economici ancora disponibili, e nella disponibilità dell’Istituto; – a riferire al Consiglio Grande e Generale, in merito all’intera situazione, entro maggio 2026; – a riferire, in Commissione Consiliare III, ogni qualvolta ci siano elementi di novità sull’intera vicenda, a partire dalla prima convocazione utile e comunque entro maggio 2026.




