Caso pedofilo e trasferimento a San Marino, la dura presa di posizione del Gruppo Genitori

da | 15 Gen 2026

Il Gruppo Genitori Sammarinesi interviene con un comunicato critico in merito al trasferimento nel carcere della Repubblica di San Marino di un detenuto condannato in via definitiva per reati di pedofilia, avvenuto – secondo quanto riportato dalla stampa – dopo soli quattro mesi di detenzione.

«Apprendiamo dalla stampa del trasferimento nel carcere della Repubblica di San Marino di James, condannato in via definitiva per reati di pedofilia, dopo soli quattro mesi di detenzione. Questa è una decisione che riteniamo moralmente grave, sbagliata e offensiva nei confronti della cittadinanza e, soprattutto, dei minori che lo Stato dovrebbe proteggere», afferma il Gruppo nel documento diffuso.

Secondo i firmatari, la scelta rischia di rafforzare una percezione già diffusa tra i cittadini. «Questa scelta rafforza una percezione ormai diffusa tra i cittadini: che scontare una condanna a San Marino possa risultare più favorevole e che, di fronte a reati di estrema gravità, il rigore venga sacrificato». Una valutazione che, prosegue il comunicato, avrebbe conseguenze profonde sul piano della fiducia istituzionale: «Il messaggio che ne deriva è devastante. Non solo mina la fiducia nelle istituzioni, ma alimenta la sensazione che la tutela dei bambini non sia una priorità assoluta».

Nel testo viene inoltre stigmatizzato il silenzio che avrebbe accompagnato la gestione della vicenda. «Ancora più inaccettabile è il grave silenzio che continua a circondare l’intera gestione della vicenda. Le evidenti mancanze di trasparenza non hanno prodotto alcuna assunzione di responsabilità, alcun chiarimento pubblico, alcuna conseguenza concreta. Questo immobilismo è parte del problema».

Il Gruppo Genitori pone quindi una serie di interrogativi sulle garanzie offerte alla cittadinanza. «Ci chiediamo fino a che punto si intenda spingersi. Qual è il limite che non può essere superato? Quali garanzie reali vengono offerte oggi ai cittadini affinché non accada mai più che una persona condannata per reati sessuali possa trovarsi, direttamente o indirettamente, a contatto con minori?».

Nel comunicato si fa anche riferimento alle iniziative già presentate in sede istituzionale. «Le promesse fatte pubblicamente e le istanze d’Arengo presentate lo scorso 5 ottobre non possono restare lettera morta. Ogni rinvio, ogni ambiguità, ogni silenzio pesa sulle spalle dei più vulnerabili».

La posizione del Gruppo viene ribadita in chiusura con toni netti. «Come Gruppo Genitori affermiamo con fermezza che la sicurezza dei bambini non è negoziabile. Su questi temi non possono esserci scorciatoie, zone grigie o decisioni che appaiono come concessioni. Pretendiamo rapide risposte, responsabilità chiare e scelte che mettano finalmente al centro la tutela dei minori, non la convenienza del sistema».

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