Con il nuovo aumento dei prezzi di benzina e diesel, torna a farsi vedere un fenomeno ben noto nelle zone di confine: automobilisti italiani che attraversano la frontiera per fare rifornimento a San Marino, dove il costo alla pompa risulta spesso più basso. A raccontarlo è il Corriere della Sera insieme a Leggo, che negli ultimi giorni ha segnalato un aumento degli arrivi ai distributori dei castelli di Dogana e Serravalle.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, alcuni automobilisti si presentano anche con taniche per sfruttare la differenza di prezzo. «Sono venuto con le taniche», racconta uno dei clienti, approfittando del limite massimo di 10 litri trasportabili in contenitori certificati.
Il fenomeno si inserisce in un contesto più ampio di rincari del carburante. I dati comunicati all’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano infatti una media di 1,811 euro al litro per la benzina self service, mentre il diesel ha superato i 2 euro, arrivando a 2,030 euro al litro. Un aumento legato anche alle tensioni internazionali nel Golfo, che stanno incidendo sulle quotazioni dei prodotti petroliferi raffinati.
In questo scenario, anche una differenza relativamente contenuta può diventare significativa per gli automobilisti. Tra Italia e San Marino il divario può arrivare fino a circa 20-25 centesimi al litro. Su un pieno medio da 50 litri, il risparmio può quindi superare i 10 euro, motivo per cui molti scelgono di fare rifornimento oltreconfine.
Il prezzo più basso nel Titano dipende soprattutto dalla struttura fiscale. Anche a San Marino esistono accise sui carburanti, ma generalmente meno elevate rispetto a quelle italiane. A questo si aggiunge una Iva leggermente inferiore, pari al 21% contro il 22% applicato in Italia.




