Il caro carburante in Italia spinge molti automobilisti a varcare il confine per fare rifornimento a San Marino. Secondo quanto racconta il Corriere della Sera, nelle ultime settimane diversi distributori della piccola Repubblica sono stati presi d’assalto da automobilisti provenienti soprattutto dalla provincia di Rimini, attratti dai prezzi più bassi rispetto alle pompe italiane.
Al 10 marzo il prezzo della benzina a San Marino varia tra 1,55 e 1,67 euro al litro, circa trenta centesimi in meno rispetto a molti distributori italiani, dove benzina e diesel hanno raggiunto o superato in alcuni casi i due euro al litro.
La differenza di prezzo ha riacceso il fenomeno dei cosiddetti “trasfertisti della benzina”, automobilisti che si spostano appositamente sul Titano per risparmiare sul pieno. Come racconta il Corriere della Sera, in alcuni casi non si tratta solo di riempire il serbatoio: c’è chi arriva con taniche omologate, entro il limite consentito di 10 litri.
Diversa la situazione per il diesel, che nei primi giorni dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran era rimasto stabile ma che successivamente è salito anche a San Marino, arrivando a sfiorare 1,95 euro al litro a causa dell’aumento della domanda.
Nonostante il vantaggio sui prezzi, la situazione potrebbe cambiare nel giro di poco tempo. San Marino ha infatti accordi bilaterali con l’Italia che impongono un progressivo allineamento dei prezzi dei carburanti. Per questo, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’impennata dei prezzi italiani potrebbe presto riflettersi anche sui distributori del Titano.




