Tra accise e tensioni internazionali, tornano a salire i prezzi dei carburanti. A lanciare l’allarme è Federconsumatori Rimini, che in una nota segnala nuovi rincari alla pompa e le conseguenze dirette e indirette sui cittadini.
“Tra le accise e i rialzi dovuti al nuovo devastante conflitto in Medio Oriente, i prezzi dei carburanti, specialmente del diesel, schizzano alle stelle. I listini dei carburanti, come sempre, infatti, si aggiornano al rialzo alla velocità della luce, peccato non avvenga mai il contrario quando debbano scendere”, si legge nel comunicato.
Secondo i dati riportati, “lo hanno scoperto da ieri mattina gli automobilisti che, alla pompa, si sono ritrovati con la benzina mediamente a 1,67 euro al litro e il diesel a 1,732 (prezzi per il self, dati di Quotidiano Energia)”.
L’associazione parla di aumenti “inauditi, spropositati a nostro avviso” e ricorda che “già a giugno 2025, quando c’erano state le prime più concrete avvisaglie del conflitto con l’Iran, Brent e WTI erano schizzati a livelli pari a quelli odierni. I carburanti, però, erano rimasti su livelli decisamente più bassi”.
Secondo le stime dell’Osservatorio Federconsumatori, “che tengono conto sia dell’andamento del cambio che delle quotazioni del petrolio, i prezzi dei carburanti si trovano oggi ben al di sopra della cifra a cui si dovrebbero attestare: eclatante il caso del diesel, che a parità di accisa (quindi non tenendo conto del rialzo avvenuto a gennaio), dovrebbe costare ben 9,8 centesimi in meno”.
Il comunicato quantifica anche l’impatto economico: “Questo sovrapprezzo si traduce, per gli automobilisti che hanno auto a gasolio, in un aggravio di oltre 98,00 euro annui in termini diretti”. A questo si sommano gli effetti indiretti sui beni di largo consumo: “Ma decisamente peggiori sono gli aggravi che colpiscono tutti i cittadini, a causa degli aumenti indiretti sui prezzi dei beni di largo consumo, dovuti al fatto che oltre l’86% di tali prodotti è trasportato su gomma: secondo i nostri calcoli tali incrementi ammontano a +120,08 euro annui”.
Nel complesso, si legge ancora nella nota, “un automobilista (media tra auto a benzina e gasolio) subirà aumenti pari a 196,64 euro annui”.
Alla dinamica dei carburanti si aggiunge quella del gas naturale liquefatto: “All’aumento dei carburanti, va aggiunta la cessazione della produzione di gas naturale liquefatto da parte dei Paesi del Golfo con il conseguente aumento dei prezzi che ieri si era attestato ad un +38,13 %. Aumento che produrrà una vera stangata sulle attività produttive e sui cittadini del nostro territorio già provati da anni di dura inflazione”.
Federconsumatori ribadisce la richiesta di controlli: “Da tempo chiediamo massima trasparenza e vigilanza da parte delle istituzioni competenti nel settore, afflitto da intollerabili fenomeni speculativi. È necessario farlo, oggi, con maggiore forza, per contrastare tempestivamente e punire tali fenomeni, che penalizzano i cittadini e incidono negativamente sull’intero sistema economico”.
Infine, l’associazione annuncia un’iniziativa di monitoraggio: “Per fare chiarezza sull’andamento dei prezzi alla pompa, alla luce di tali dinamiche, Federconsumatori ha avviato un monitoraggio costante dei prezzi dei carburanti, che tiene conto non solo delle variazioni di mercato e delle accise, ma anche dell’andamento del cambio Euro/Dollaro”.




