È un forte aumento dei prezzi dei carburanti a segnare l’inizio della settimana in Emilia-Romagna, con il diesel ormai stabilmente sopra i 2 euro al litro nella quasi totalità dei distributori. A segnalarlo è Federconsumatori Emilia-Romagna, che parla apertamente di una giornata difficile per gli automobilisti e denuncia possibili fenomeni speculativi.
Secondo l’associazione dei consumatori, “è decisamente un lunedì nero per i consumatori e le consumatrici dell’Emilia-Romagna, alle prese con le speculazioni sul costo dei carburanti”. I dati raccolti nei giorni scorsi mostrano un rapido peggioramento della situazione.
La crescita dei prezzi è stata infatti molto rapida. “Lo scorso lunedì 9 marzo nel 32% dei 1.617 distributori della Regione il prezzo del gasolio al litro era inferiore a 2 euro. Venerdì 13 marzo tale percentuale era scesa al 9%. Ora, nella rilevazione condotta nella mattinata di lunedì 16 marzo, meno del 4% dei distributori della Regione si trova al di sotto della soglia dei 2 euro”, si legge nella nota.
Federconsumatori segnala inoltre che alcuni prezzi particolarmente bassi pubblicati online potrebbero non essere attendibili. “Diversi di questi appaiono con prezzi decisamente troppo bassi per essere veri, ed i tentativi di comunicare con i distributori e le compagnie si sono scontrati con telefoni inattivi, staccati e con centralini gestiti dall’intelligenza artificiale, che però non prevede informazioni sui prezzi”.
Le situazioni più critiche si registrano in alcune province. “La situazione peggiore è a Ravenna, dove solo l’1% dei distributori è al di sotto della soglia dei 2 euro; male anche Parma, con il 2%, e Modena e Rimini con il 3%”.
Sempre più diffusi anche i prezzi superiori ai 2,1 euro al litro. “Il 40% dei distributori della Regione supera i 2,1 euro al litro”, con valori particolarmente elevati a Modena (47%), Bologna (45%) e Ferrara (44%). La provincia con la situazione meno critica è Forlì-Cesena, dove la soglia è stata superata dal 28% dei distributori.
In diversi casi i prezzi sono ancora più alti. “Sono 28 le pompe in Regione dove sono stati superati i 2,2 euro per un litro di diesel, mentre l’incredibile soglia di 2,3 euro è stata superata da 4 distributori”. Il prezzo più elevato è stato rilevato a Monchio delle Corti, in provincia di Parma, dove “un litro di gasolio self è proposto a 2,321 euro”, seguito da un distributore di Sarsina, nel Forlivese, con 2,311 euro.
Molto ampio anche il divario tra i prezzi più bassi e quelli più alti. “In via Corticella a Bologna si trova il distributore più conveniente della Regione, con il diesel self a 1,539 euro al litro”, mentre altri impianti a Luzzara, Ravenna, Molinella e Ferrara registrano prezzi compresi tra 1,59 e 1,68 euro al litro, valori che tuttavia richiederebbero verifiche dirette.
Ancora più elevati i prezzi sulla rete autostradale. “Rispetto al diesel servito i primi dieci posti per i distributori più cari spettano alla rete autostradale, con il record negativo a Ravenna, dove sono necessari 2,599 euro per un litro di gasolio servito”. La differenza tra il prezzo più alto e quello più basso nello stesso territorio può arrivare a quasi un euro al litro, con un divario di circa 50 euro per un pieno.
Non va meglio sul fronte della benzina. “Nel 12,1% dei distributori della Regione sono stati superati gli 1,9 euro al litro”, con la situazione più critica nella provincia di Parma (19%), mentre la più contenuta si registra a Reggio Emilia (8%).
Il prezzo più alto per la benzina self è stato registrato ancora a Monchio delle Corti, con 2,121 euro al litro, seguito da un distributore di Misano Adriatico, nel Riminese, con 2,099 euro al litro.
Secondo Federconsumatori l’aumento dei carburanti rischia di avere effetti più ampi sull’economia domestica. “Difficile prevedere i costi di quanto sta accadendo sui bilanci delle famiglie, per l’effetto di trascinamento che la speculazione in corso porterà su tutti i prezzi, a partire dalle bollette di luce e gas e al carrello della spesa”.
L’associazione ricorda anche le conseguenze della recente crescita dell’inflazione. “Tra il 2021 ed il 2023 i salari persero il 9% di potere d’acquisto, si ampliò di molto la fascia di povertà e cambiò in peggio la vita di tante persone”.
Per questo Federconsumatori chiede interventi immediati. “È urgentissimo intervenire per ridurre le accise, riducendole di almeno 20 centesimi al litro, accompagnando l’intervento con un forte contrasto alle speculazioni, che stanno gonfiando gli utili di pochi a discapito dell’interesse generale”.
Nel comunicato si sottolinea infine che anche Regione Emilia-Romagna ed enti locali potrebbero avere un ruolo nel contrastare la situazione, intervenendo sul piano delle politiche di tutela dei consumatori.




