Segretario di Stato Luca Beccari: Intervengo dopo la reprimenda del consigliere Menicucci che ci ha spiegato come rivestire il nostro ruolo, per iniziare con una comunicazione di servizio. Oggi ho inviato a tutti i gruppi di maggioranza e opposizione la bozza del regolamento che definisce i criteri per l’eventuale assegnazione di immobili di proprietà pubblica nell’ambito del progetto di accoglienza per i palestinesi, un testo aperto alla consultazione su cui cerchiamo una condivisione totale prima dell’adozione. Ci tengo poi a sottolineare l’impeccabile organizzazione del dipartimento affari esteri che, in poco più di una settimana, ha prestato tempestiva assistenza a tutti i nostri concittadini che si trovavano nelle zone di guerra sul fronte iraniano, sia residenti che in transito in scali come Dubai, Doha o Arabia Saudita, un’operazione resa possibile anche grazie a fondi stanziati in tempi non sospetti per i rientri di emergenza. Riguardo all’accordo di associazione con l’Unione Europea, abbiamo iniziato un ciclo di tre serate informative, partendo dai temi economici per poi passare alla dimensione della persona, interpretando la disponibilità registrata da tutti i gruppi. L’accordo non ce lo siamo affatto dimenticato e non è passato in secondo piano rispetto alla vicenda dei bulgari; i lavori procedono secondo la tabella di marcia e la decisione del Coreper dovrebbe arrivare ad aprile, portandoci poi alla firma. Invito quindi a evitare di additare continuamente il governo o la mia segreteria per le tempistiche, poiché la decisione politica non è in discussione e la palla è ormai nel campo europeo per il completamento delle procedure amministrative. Approfitto infine per rispondere a chi mi ha chiamato in causa, anche tramite un’interpellanza di Motus, sulle mie interlocuzioni con le autorità bulgare. A fronte della famosa conferenza stampa di Starcom e Alive.eu di inizio febbraio, che metteva in discussione la posizione della Bulgaria sull’accordo, ho fatto la cosa più normale per un segretario agli esteri: ho preso contatti telefonici con l’ex ministro degli esteri bulgaro e ho incontrato a Bruxelles, insieme al segretario Fabbri, il parlamentare Andrei Kovatchev per chiedere i motivi dell’astensione del gruppo PPE. Non ho registrato alcuna ostilità verso la Repubblica di San Marino, ma piuttosto molta confusione generata dalle uscite stampa e dalle conferenze tenute a Bruxelles. Se non mi fossi attivato per capire e per tutelare il paese, sarei stato tacciato di inerzia qualora qualcosa fosse andato storto, per cui ritengo che questi passaggi, peraltro già ampiamente comunicati due volte in commissione affari esteri, non debbano essere assolutamente strumentalizzati.
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