Banca San Marino, Demos chiede Commissione d’inchiesta

da | 23 Feb 2026

Demos prende posizione sul caso legato alla tentata vendita di Banca di San Marino e al clima di scontro che ne è seguito. Il movimento esprime “piena fiducia e sostegno alle istituzioni della Repubblica e, in particolare, all’AIF, al Tribunale e alla Banca Centrale, che stanno operando nel rispetto delle proprie competenze e autonomie” e invita a evitare delegittimazioni in una fase definita delicata.

Nel mirino finiscono gli attacchi mediatici rivolti in queste ore agli organismi di controllo. Per Demos si tratta di reazioni “comprensibili, ma non giustificabili” a provvedimenti che hanno avuto conseguenze anche reputazionali per chi li ha subiti. La linea è chiara: difendere le proprie ragioni è legittimo, trasformare lo scontro in una campagna contro lo Stato no.

Accanto alla difesa delle istituzioni, però, il movimento pone una questione politica. Demos parla di responsabilità nel non aver bloccato la vendita a un privato estero di una banca con radici mutualistiche e nel non aver fermato una trattativa che, secondo quanto sostiene, sarebbe stata accompagnata anche da interventi normativi.

Un passaggio centrale riguarda una data: il 23 dicembre 2024. Secondo quanto dichiarato pubblicamente dalla controparte, uno dei primi incontri con Banca Centrale sarebbe avvenuto proprio quel giorno, lo stesso del deposito dell’emendamento che ha abolito le fondazioni bancarie. Se confermato, per Demos andrebbe chiarito “con nettezza” se vi siano stati contatti informali tra Governo e interlocutore, circostanza finora esclusa dall’esecutivo.

Il movimento parla anche di gestione politica del conflitto, accusando il Governo di aver lasciato degenerare lo scontro senza cercare soluzioni alternative in grado di tutelare reputazione del Paese e dignità delle persone coinvolte. In un contesto simile, si legge nella nota, in altri ordinamenti ci sarebbero conseguenze politiche fino alle dimissioni.

Ora, però, la priorità indicata è limitare i danni per San Marino, anche sul piano internazionale, e riportare il confronto su binari meno conflittuali. Demos critica il clima che da anni caratterizza il Paese, tra scontri interni, “falso moralismo” e tensioni che, a suo dire, hanno già prodotto casi divisivi, dal cosiddetto “papocchio bulgaro” fino alla condanna dello Stato alla CEDU nel caso del Commissario Simoncini.

La proposta finale è netta: istituire una Commissione d’inchiesta, come richiesto dalle opposizioni, per ricostruire i fatti, accertare eventuali responsabilità politiche e provare a chiudere una stagione di conflitto che continua a pesare sulla Repubblica.

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