Banca di San Marino, Libera e PSD: “Chiarezza e responsabilità”

da | 18 Feb 2026

Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Grande e Generale si è svolto un confronto sui fatti legati alla vendita delle quote di maggioranza di Banca di San Marino, detenute dall’Ente Cassa di Faetano, sulle presunte tangenti e sul cosiddetto “piano parallelo” denunciato dal Dirigente del Tribunale, presidente Giovanni Canzio. Una vicenda che, si legge nel comunicato, “incide pesantemente sulla fiducia dei cittadini e sulla credibilità delle istituzioni”.

In una nota congiunta, Libera e PSD spiegano la posizione assunta in Aula. “Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Grande e Generale si è svolto un confronto approfondito sui fatti gravissimi legati alla vendita delle quote di maggioranza di Banca di San Marino, detenute dall’Ente Cassa di Faetano, sulle presunte tangenti e sul ‘piano parallelo’ denunciato dal Dirigente del Tribunale, Presidente Giovanni Canzio. Una vicenda che incide pesantemente sulla fiducia dei cittadini e sulla credibilità delle istituzioni”.

I due movimenti sottolineano: “In questo contesto, Libera e PSD ritengono doveroso spiegare con chiarezza la posizione assunta in Aula”.

Nel comunicato si evidenzia che “La maggioranza ha lavorato per definire un ordine del giorno che desse una risposta politica e istituzionale responsabile all’intero dibattito. L’obiettivo era riportare il confronto su un piano utile al Paese, riaffermando il ruolo del Consiglio Grande e Generale come massima istituzione rappresentativa e ribadendo alcuni punti fermi: pieno sostegno al Tribunale della Repubblica, vigilanza sul sistema finanziario, trasparenza, rafforzamento della collaborazione internazionale – in particolare con l’Italia – e un’informazione istituzionale corretta e puntuale”.

Sul tema della Commissione d’inchiesta, la nota precisa: “È stata valutata anche l’ipotesi di istituire una Commissione d’inchiesta per accertare eventuali responsabilità politiche. Su questo punto, la differenza tra la proposta della maggioranza e quella dell’opposizione riguardava esclusivamente le tempistiche, non le finalità. Libera e PSD hanno ritenuto necessario un approccio prudente, attento al momento delicato che il Paese sta attraversando, concordando sulla realizzazione della Commissione d’Inchiesta, una volta terminata la fase istruttoria da parte del Giudice Inquirente”.

Riguardo all’ordine del giorno presentato dall’opposizione, si legge che “non è stato ritenuto adeguato perché non esprimeva, a nostro avviso, una chiara presa di posizione a difesa delle istituzioni e della credibilità della Repubblica, né la necessaria cautela richiesta dalla fase in corso”.

Quanto alle scelte di voto, Libera e PSD spiegano: “In assenza di un ordine del giorno che rappresentasse la posizione della maggioranza, Libera e PSD hanno assunto scelte diverse nella forma ma coerenti nella sostanza: Libera si è astenuta, il PSD non ha partecipato al voto”.

I due soggetti politici precisano inoltre: “Non si è trattato di una fuga dalle responsabilità né di un gesto contro qualcuno. La Commissione d’inchiesta è uno strumento importante, ma non può essere attivata automaticamente mentre l’Autorità giudiziaria è impegnata ad affrontare un quadro complesso e sensibile. In questa fase, un’inchiesta consiliare rischierebbe di sovrapporsi al lavoro della magistratura, di irrigidire il clima politico e di alimentare strumentalizzazioni, senza offrire risposte concrete al Paese”.

Nel passaggio finale si legge: “Siamo consapevoli delle tensioni emerse all’interno della maggioranza. Proprio per questo ribadiamo la volontà di mantenere un confronto leale e rispettoso. Ma la lealtà non può tradursi in automatismi: il senso di responsabilità impone scelte che mettano al primo posto l’interesse della Repubblica, la sua reputazione e la solidità delle sue istituzioni”.

E ancora: “Libera e PSD confermano l’impegno a lavorare fin da subito perché il Consiglio Grande e Generale possa esprimere una linea istituzionale chiara: vigilanza sul sistema finanziario, trasparenza, collaborazione internazionale e pieno sostegno a tutte le autorità che operano per difendere San Marino. Questa è la priorità. Ed è su questa base che chiediamo a tutte le forze politiche di confrontarsi, con serietà e senza scorciatoie”.

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