Aviosuperficie: l’intervento integrale del Segretario Federico Pedini Amati

da | 12 Feb 2026

Segretario di Stato Federico Pedini Amati: Non mi ero spinto nel merito della legge di spesa, lo aveva fatto il collega Gatti e, secondo me, bastava. L’intendimento dell’ordine del giorno, così come io lo avevo compreso e così come pensavo fosse condiviso dalla maggioranza, era che per una parte si andasse avanti con i soldi già stanziati per i 600 metri, previsti a bilancio, e per l’altra si desse seguito al finanziamento con uno Stato sovrano.  Il mio unico obiettivo era che si spendesse il meno possibile per un’opera infrastrutturale che ritengo strategica. La maggioranza ha deciso di interpretarlo in un’altra maniera. Ne prendo atto, non posso fare diversamente.  Ricordo soltanto che per due governi, per due legislature, non sono andato autonomamente in uno Stato o in altri Stati a cercare finanziamenti per un’opera che non ho deciso io. Era prevista in un programma di governo, con l’avallo della maggioranza e del governo. Sono andato a ricercare quei finanziamenti, li ho trovati, siamo arrivati alla conclusione di un contratto che era solo da firmare. Tutti erano informati.  Prendo atto delle dichiarazioni di Libera e della Democrazia Cristiana, che non si vuole andare avanti con il finanziamento dell’Arabia Saudita a questo tasso di interesse. Mi compiaccio comunque che si faranno i lavori sull’aviosuperficie, non solo sui 600 metri ma, se ho capito bene, fino a 900. Questo è quello che ho capito io.  Permettetemi però di dire che non è un comportamento conseguente rispetto alle attività svolte in questi quattro anni, non solo dal sottoscritto ma dal Governo. È una stortura, un incidente di percorso molto grave. Mi sembrava che avessimo già altri problemi e che non fosse necessario aggiungerne altri.  Avrei condiviso l’ordine del giorno se non si fosse esplicitata chiaramente la non volontà di reperire fondi all’1,5% contro il 6,5%, perché questo è il dato: 1,5% per 18 anni, lo sanno tutti, ci sono i documenti.  Condividerò comunque quattro anni di lavoro con l’intero Paese. Ho l’obbligo di farlo. Renderò pubblici tutti i documenti alle opposizioni e all’intera popolazione di San Marino, perché bisogna spiegare ai cittadini i passaggi e il lavoro fatto in questi anni per addivenire a un accordo con uno Stato sovrano.  Stiamo facendo l’ennesima figuraccia. Ricordatevelo: non è un dispetto fatto a me, è fatto nei confronti di uno Stato sovrano. Mi sembrava che di figuracce ne avessimo già fatte abbastanza. Evidentemente al peggio non c’è mai fine.  Questa è, per quanto mi riguarda, l’ennesima conferma dello scollegamento – non di tutta la maggioranza, ma di una parte della maggioranza – con l’intero Governo. Lo ribadisco: l’intero Governo era per andare avanti con il finanziamento con l’Arabia Saudita. È evidente che da qui in avanti ci saranno confronti e situazioni da chiarire rispetto a quanto accaduto oggi in Commissione.

 

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