Gli autisti AASS addetti al servizio ATI annunciano l’avvio dello stato di agitazione a partire da lunedì 23 febbraio. La decisione è contenuta in un comunicato diffuso in data 16 febbraio 2026 e firmato “GLI AUTISTI DIPENDENTI DELL’AZIENDA AUTONOMA DI STATO PER I SERVIZI – SERVIZIO ATI”.
“Noi autisti AASS addetti al servizio ATI ci vediamo purtroppo costretti ad entrare, da lunedì 23 febbraio prossimo, in stato di agitazione”, si legge nel comunicato. Alla base della protesta vi è la mancata definizione di un contratto di secondo livello dedicato al settore. “Siamo da anni senza un contratto dedicato al nostro settore e rileviamo con dispiacere che l’impegno che AASS aveva pubblicamente garantito, nel gennaio 2024, di profondere per giungere alla firma del contratto dedicato in tempi brevi, non c’è mai stato”.
Nei primi quindici giorni, spiegano i firmatari, lo stato di agitazione sarà limitato alla mancata prestazione di specifici servizi aggiuntivi. “Facciamo presente che per i primi 15 giorni lo stato di agitazione sarà limitato alla mancata prestazione dei seguenti servizi: – reperibilità; – prolungamenti di linea; – doppi turni; – corse bis. Qualora non vi fosse alcun riscontro positivo della controparte entro il suddetto termine, le forme di protesta diverranno più incisive”.
Nel documento gli autisti si rivolgono anche agli utenti del trasporto pubblico: “Ci scusiamo sin da ora con gli utenti per gli eventuali disagi che potrebbero essere arrecati, ma per la nostra categoria, dopo anni di pazienza, è giunto il momento di sensibilizzare anche l’opinione pubblica, a fronte della promessa non mantenuta di prendere seriamente in esame la nostra situazione lavorativa”.
I firmatari sottolineano la natura essenziale del servizio svolto: “Svolgiamo un servizio essenziale di conduzione dei trasporti della linea pubblica e scolastica, su mezzi con capienza fino a 100 persone. Abbiamo responsabilità e rischi nello svolgimento della nostra attività”. Viene inoltre evidenziata la pluralità delle mansioni affidate agli autisti: “Inoltre, non svolgiamo solo compiti svolti dagli autisti dei bus in Italia o in altri paesi: ci occupiamo di tante attività collaterali, quali la pulizia dei mezzi, ove possibile la loro manutenzione, il controllo dello stato di usura e – in inverno – il montaggio delle catene”.
Nel comunicato si legge anche un riferimento al trattamento economico e all’inquadramento professionale: “Crediamo di essere una delle poche categorie di lavoratori sammarinesi che guadagna meno dei colleghi italiani (e ancor più europei in generale), che espletano minori attività di noi. Non abbiamo neppure un profilo di ruolo specifico, che tenga conto appunto della specificità delle mansioni da noi svolte”.
Gli autisti affermano di avere avanzato più volte proposte alle controparti contrattuali: “Abbiamo formulato più volte alle controparti contrattuali le nostre proposte ed abbiamo dato la più ampia disponibilità ad un negoziato serio. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta”. E aggiungono: “Abbiamo sempre dato la massima disponibilità a lavorare ed a collaborare per rendere il servizio pubblico a San Marino più efficiente e sempre più attento alle aspettative degli utenti”.
La richiesta finale è quella di una ripresa del confronto: “Confidiamo in una rapida ripresa della trattativa al fine di arrivare in tempi brevi ad una intesa di reciproca soddisfazione”.
Nel testo viene infine precisato che “tre autisti dipendenti del Servizio non partecipano allo stato di agitazione”.




