La situazione in Medio Oriente si aggrava rapidamente dopo il presunto attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’impianto nucleare iraniano di Natanz. Secondo fonti ufficiali iraniane, il sito è stato colpito nelle prime ore della giornata, ma non si registrano perdite di materiale radioattivo.
Nel frattempo, si intensifica anche la pressione militare su più fronti. Le forze israeliane avrebbero lanciato operazioni mirate tra Beirut e Teheran, mentre l’Iran continua a rispondere con lanci missilistici, alimentando un clima di crescente instabilità.
Sul piano politico, Teheran punta il dito contro il Regno Unito. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha accusato il premier britannico di mettere a rischio la sicurezza dei cittadini autorizzando l’uso di basi inglesi agli Usa, ribadendo il diritto dell’Iran all’autodifesa.
Le conseguenze si riflettono anche sul mercato energetico. Gli Stati Uniti hanno dato il via libera alla vendita del petrolio iraniano già in navigazione, mentre l’Iraq ha deciso una mossa drastica: stop totale alla produzione nei giacimenti gestiti da compagnie straniere, citando l’impossibilità di operare in sicurezza nello Stretto di Hormuz.
La crisi, tra azioni militari e tensioni economiche, continua quindi ad allargarsi, con effetti che rischiano di estendersi ben oltre la regione.




