È un comunicato di Alleanza Riformista a fare il punto, al termine del confronto in Consiglio Grande e Generale, sulla vicenda al centro del dibattito politico delle ultime settimane.
Il movimento ribadisce “il nostro sostegno alle istituzioni della Repubblica e all’Autorità giudiziaria”, sottolineando che “i fatti emersi negli ultimi mesi, per la loro gravità e per le possibili ricadute sulla credibilità del Paese, impongono responsabilità e senso dello Stato.”
Nel testo si legge che “la Repubblica è chiamata a difendere la propria solidità istituzionale e la propria reputazione internazionale, respingendo con fermezza ogni tentativo di pressione, di divisione tra i poteri dello Stato o di delegittimazione delle sue autorità.”
Alleanza Riformista chiarisce anche la propria posizione sull’ordine del giorno presentato dalle opposizioni per istituire una Commissione d’inchiesta consiliare. “Confermiamo di essere favorevoli all’istituzione di una Commissione d’inchiesta consiliare. Proprio perché riteniamo questo strumento serio e necessario, non abbiamo votato l’ordine del giorno che ne prevedeva l’avvio immediato mentre è in corso una delicata indagine penale.”
Nel comunicato si ricorda che “le Commissioni d’inchiesta sono strumenti fondamentali del Consiglio per svolgere un approfondimento politico e istituzionale su vicende di particolare rilievo per il Paese” e che servono “a verificare eventuali responsabilità politiche, a ricostruire passaggi e decisioni, a rafforzare la trasparenza e la credibilità delle istituzioni.”
Allo stesso tempo, si precisa che “devono essere attivate nel momento più utile e con tempi che non interferiscano con l’attività della magistratura, evitando sovrapposizioni tra il piano giudiziario e quello politico.”
Nel passaggio finale, il movimento afferma che “quando le indagini del Tribunale saranno giunte ad accertare i fatti ed il quadro indiziario sarà più chiaro a quel punto la Commissione d’inchiesta avrà elementi di prova sui quali basare le proprie riflessioni”. Solo allora, si legge, “la politica potrà fare la propria parte fino in fondo, nell’interesse della Repubblica e della credibilità delle sue istituzioni e senza sovrapporsi a chi di mestiere accerta i fatti.”




