Il tema della casa torna a incendiare il dibattito pubblico. E questa volta lo fa con uno sfogo molto duro comparso nel gruppo Facebook San Marino Risponde, dove un utente mette nero su bianco un malessere che, sotto traccia, da tempo circola tra giovani, famiglie e lavoratori: trovare casa, oggi, starebbe diventando sempre più difficile.
Il post parte da una constatazione netta, senza giri di parole: “Oggi a San Marino trovare casa sta diventando un problema serio”. Subito dopo arriva il punto che più colpisce, perché entra nel concreto della vita quotidiana e delle cifre: “Un monolocale o un bilocale piccolo ormai sotto gli 800–900 euro al mese si trova a fatica”.
Da qui la domanda, diretta: “com’è possibile in un Paese come il nostro?”. E la risposta, secondo l’autore del post, starebbe anche nelle cosiddette residenze atipiche, indicate come uno dei fattori che avrebbero alterato gli equilibri del mercato immobiliare: “Prima che venissero spinte così tanto, il mercato immobiliare sammarinese era molto più naturale, più accessibile e più coerente con la realtà del Paese”.
Il ragionamento si sviluppa in modo lineare e porta a una serie di effetti descritti senza mezzi termini: “entra nuova domanda da fuori”, “salgono i prezzi di affitti e vendite”, “i giovani fanno sempre più fatica ad andare a vivere da soli”, “chi ha un reddito normale viene schiacciato”, “vivere a San Marino sta diventando un lusso anche per i sammarinesi”.
Nel mirino finiscono anche gli strumenti messi in campo per affrontare il problema. L’autore non usa sfumature: “Ma la verità è semplice: questi strumenti li sfrutta davvero solo chi ha già soldi o una base economica solida”. E ancora: “Chi parte da zero, chi ha uno stipendio normale, chi è giovane, chi è fragile economicamente… resta comunque fuori”.
Il nodo centrale, secondo il post, non è solo aiutare ad acquistare casa, ma fermare una dinamica che rischia di sfuggire di mano: “Il problema è che i prezzi stanno diventando artificiali e fuori controllo”. E il timore è quello di un punto di non ritorno: “se continuiamo così, poi non si torna più indietro”.
La chiusura è un avvertimento, ma anche una presa di posizione chiara: “le residenze atipiche andrebbero fermate o fortemente ridimensionate adesso, prima che sia troppo tardi”. Perché, conclude l’autore, la questione non riguarda solo il mercato immobiliare: “Si parla di che Paese vogliamo diventare”.
Uno sfogo che fotografa una tensione reale e sempre più diffusa, destinata a riaccendere il confronto su uno dei temi più delicati per il futuro del Paese.




