Ancora bordate da EUAlive contro San Marino. Nel mirino la legge “Lonfernini”. Governo compatto nel denunciare attacchi strumentali

da | 7 Feb 2026

Restano alte le tensioni tra San Marino e la Bulgaria sugli strascichi della vicenda legata alla Banca di San Marino (BSM) e al tentativo di acquisizione da parte dell’imprenditore bulgaro Assen Christov, bloccato dalle autorità sammarinesi e sfociato in un procedimento giudiziario con il sequestro di 15 milioni di euro versati come deposito cauzionale. Una frizione che, negli ultimi giorni, si è ulteriormente accentuata sul piano politico e mediatico, intrecciandosi con il percorso di associazione della Repubblica all’Unione Europea.

A rilanciare il caso in chiave europea è un articolo pubblicato il 6 febbraio da EUalive, firmato dal giornalista Georgi Gotev, dal titolo “San Marino’s ‘strange legislation’: a bid to silence foreign media scrutiny amid EU integration push”. Secondo EUalive, mentre San Marino si avvicina alla finalizzazione dell’Accordo di associazione con l’UE, una normativa interna starebbe sollevando “serious concerns about the micro-state’s commitment to press freedom and transparency”.

L’articolo punta i riflettori sulla Legge n. 40 del 2023, definita “Teodoro Lonfernini Law”, sostenendo che essa “includes provisions that extend regulatory oversight to foreign media outlets covering San Marino ‘recursively’”. Una formulazione che, secondo i critici citati da EUalive, sarebbe volutamente vaga e tale da scoraggiare il giornalismo investigativo, proteggendo le istituzioni locali dalle critiche proprio nel momento in cui l’Unione Europea richiede maggiori garanzie sullo stato di diritto e sull’indipendenza dei media.

Il tema è stato al centro della conferenza organizzata da EUalive il 4 febbraio a Bruxelles, intitolata “Micro-States and EU Association: Is Now the Right Time?”. Nel resoconto si evidenzia che durante l’incontro sono stati sollevati dubbi sulla trasparenza bancaria, sull’indipendenza del sistema giudiziario e sulla reale prontezza di San Marino all’allineamento con gli standard europei, richiamando esplicitamente anche la controversia del deposito da 15 milioni di euro legata al caso BSM. EUalive sottolinea inoltre che, a seguito della conferenza, un proprio articolo ha rilanciato le posizioni di diplomatici e parlamentari bulgari che chiederebbero una “pausa” nella ratifica dell’accordo di associazione fino alla risoluzione delle criticità emerse.

Alle ricostruzioni e alle accuse diffuse da Bruxelles ha replicato con fermezza il Congresso di Stato. In un comunicato diffuso nei giorni scorsi, l’Esecutivo ha parlato esplicitamente di “intimidazioni su procedimenti ancora in corso”, rivendicando al contempo il “pieno supporto dei partner e delle istituzioni europee” al percorso di associazione di San Marino all’Unione Europea. Secondo il Governo, la conferenza e le prese di posizione emerse avrebbero l’obiettivo di trasformare contenziosi giudiziari e finanziari in strumenti di pressione politica e diplomatica, in contrasto con le prassi internazionali.

Nel comunicato viene ribadita l’indipendenza e l’imparzialità della magistratura sammarinese e respinto qualsiasi collegamento tra vicende giudiziarie interne e il processo di associazione, che – sostiene il Congresso di Stato – prosegue con il sostegno degli Stati membri, “inclusa la Bulgaria”. L’Esecutivo definisce inoltre inaccettabili “campagne mediatiche o minacce di boicottaggio” volte a influenzare tribunali e autorità di vigilanza, giudicandole estranee ai valori democratici.

Il confronto resta dunque aperto, con la vicenda BSM che continua a produrre effetti non solo sul piano giudiziario e finanziario, ma anche su quello politico e internazionale, in una fase particolarmente delicata per le relazioni tra San Marino, la Bulgaria e l’Unione Europea.

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