Affaire bulgaro, opposizioni all’attacco: subito Commissione d’inchiesta

da | 20 Feb 2026

Le forze di opposizione vanno all’attacco sul cosiddetto affaire bulgaro e annunciano il deposito di un progetto di legge per istituire una Commissione d’inchiesta. La richiesta è stata presentata in una conferenza stampa congiunta, dove si è parlato di “instabilità ed opacità istituzionale senza precedenti”.

Ad aprire è stato Emanuele Santi (RETE), che ha puntato il dito contro la maggioranza: “La maggioranza non solo non è stata in grado di presentare un ordine del giorno unitario, ma al momento del voto sul nostro documento, si è sciolta come neve al sole: la DC ha votato contro, Libera si è astenuta, il PSD non ha votato e AR si è spaccata. Siamo al capolinea, travolti da una questione morale che non può più essere ignorata.

Al centro delle preoccupazioni c’è il piano parallelo citato dal Dirigente Canzio e il ruolo del gruppo bulgaro, che – secondo quanto emerso – avrebbe avuto ramificazioni tali da incidere anche sulle dinamiche del Parlamento bulgaro rispetto all’Accordo UE con San Marino.

Per superare lo stallo, le opposizioni hanno depositato un progetto di legge per l’istituzione immediata di una Commissione d’inchiesta. Fabio Righi (DOMANI – Motus Liberi) ha spiegato: “Non possiamo aspettare le tempistiche imposte dal pdl di Alleanza Riformista, perché si rischiano 4 o 5 anni di attesa”.

Il riferimento è al progetto di legge di AR che subordina l’istituzione della Commissione al deposito degli atti e all’eventuale emergere di responsabilità limitate al solo piano parallelo. Le opposizioni propongono invece una Commissione articolata in due fasi temporali: una per indagare sui fatti fino a ottobre 2025 e una seconda sui fatti successivi a novembre 2025.

Righi ha precisato: “Non vi è alcuna intenzione di interferire sul lavoro della Magistratura che è altro e diverso potere dello Stato”, ma allo stesso tempo ha ribadito che “l’autorità politica Istituzionale debba immediatamente avviare i lavori che portino a chiarire una vicenda che ad oggi presenta profili politici preoccupanti”.

Duro anche l’intervento di Nicola Renzi (Repubblica Futura): “Questa è la legislatura degli scandali: dal DES, alla questione del pedofilo, fino ai Bulgari.” Secondo Renzi la maggioranza vivrebbe una fase di confusione politica, con voti che non rispecchiano le dichiarazioni pubbliche.

Renzi ha parlato di effetti pesanti sia sul piano interno sia su quello internazionale: “I cittadini hanno paura, perché si sentono voci di rafforzamento delle misure di sicurezza in questo clima di incertezza”, mentre all’esterno “la credibilità del Paese, soprattutto in vista del percorso di avvicinamento europeo, appare seriamente compromessa. Servirebbe fare sistema a difesa del Paese”.

Le opposizioni chiedono chiarezza su tutta la vicenda: dalle eventuali responsabilità politico-amministrative legate all’ingresso del gruppo bulgaro a San Marino, alle presunte tangenti nella fase di cessione, fino al cosiddetto piano parallelo nella scalata a BSM. L’obiettivo dichiarato è avviare un percorso politico di accertamento che affianchi, senza sovrapporsi, quello giudiziario.

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