È morto Umberto Bossi, storico fondatore della Lega Nord, figura chiave della politica italiana per oltre trent’anni. Aveva 84 anni. Il decesso è avvenuto a Varese, chiudendo una stagione politica segnata da battaglie identitarie e spinte autonomiste.
Nel suo percorso politico, Bossi ha più volte intrecciato il proprio nome con i territori della Romagna, che considerava parte di un progetto più ampio di autonomia. Nel 2010 lo disse chiaramente: “La Romagna l’ho sempre avuta nel cuore”, sostenendo l’idea di una regione autonoma attraverso un referendum riservato ai cittadini romagnoli.
Il legame con il territorio si manifestò anche in momenti simbolici, come la visita a San Patrignano subito dopo la scomparsa di Vincenzo Muccioli, dove si trattenne in forma privata per rendere omaggio alla comunità.
Ma lo sguardo di Bossi andava oltre i confini italiani. Nel 2009 arrivò anche un invito ufficiale dalla Repubblica di San Marino, promosso dai Segretari di Stato Romeo Morri e Augusto Casali, con l’obiettivo di avviare un confronto diretto con il leader leghista. L’incontro, richiesto durante un vertice con il sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo, puntava a rafforzare un dialogo basato su affinità politiche e visioni comuni, soprattutto sul tema delle autonomie.




