Accordo UE, scontro frontale tra San Marino e Starcom: il Governo parla di intimidazioni

da | 5 Feb 2026

Il Congresso di Stato di San Marino ha assunto una posizione netta in risposta a una conferenza stampa tenutasi a Bruxelles e rilanciata dal sito Eualive.net, nella quale è stato sostenuto che la Bulgaria starebbe utilizzando la propria influenza in ambito europeo per mettere “in pausa” l’Accordo di associazione tra San Marino e l’Unione Europea.

In un comunicato ufficiale, il Governo sammarinese parla di “intimidazioni su procedimenti ancora in corso” e ribadisce che il percorso di associazione con l’UE prosegue con il pieno sostegno dei partner europei, inclusa la stessa Bulgaria. L’esecutivo esprime preoccupazione per il tentativo di trasformare contenziosi giudiziari e finanziari in strumenti di pressione diplomatica, definendo tali pratiche estranee alla prassi internazionale e sintomo della mancanza di argomentazioni giuridiche valide.

La conferenza stampa di Bruxelles ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’imprenditore bulgaro Assen Christov, presidente del consiglio di sorveglianza di Starcom Holding, coinvolto nella vicenda della mancata acquisizione di Banca di San Marino. L’operazione era stata bloccata dalla Banca Centrale di San Marino ed è oggetto di un procedimento giudiziario per ipotesi di reato che includono amministrazione infedele, corruzione privata e riciclaggio, con il sequestro di 15 milioni di euro versati come deposito cauzionale.

Il Congresso di Stato ha inoltre definito inaccettabili campagne mediatiche e minacce di boicottaggio volte a influenzare tribunali e autorità di vigilanza. In riferimento agli interventi dell’avvocato Francesca Maria Bacciocchi, relativi alla vicenda giudiziaria del padre Livio, il Governo sottolinea come sia contraddittorio che critiche al sistema sammarinese provengano da professionisti legati a contesti che in passato hanno inciso negativamente sulla reputazione finanziaria del Paese.

In replica, Starcom Holding ha diffuso una nota sostenendo che la Bulgaria e altri quattro Paesi avrebbero già espresso opposizione all’accordo di associazione in sede europea, affermando che il processo sarebbe di fatto bloccato. Secondo la società, anche un eventuale voto favorevole del Parlamento europeo, previsto per il 12 febbraio, avrebbe un valore esclusivamente simbolico.

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