L’Accordo di Associazione tra Unione Europea e San Marino entra nella fase finale. E questa volta con date precise.
Secondo una comunicazione ufficiale del Consiglio UE del 13 marzo 2026, il percorso verso la firma è ormai tracciato: il via libera formale è previsto per il 21 aprile, mentre la firma dell’accordo dovrebbe avvenire già nella seconda settimana di giugno.
Un passaggio che segna un’accelerazione concreta su un dossier discusso da anni, ma spesso percepito come distante o indefinito. In realtà, la macchina istituzionale europea è già in movimento: gli Stati membri sono stati chiamati a firmare preventivamente tra il 27 maggio e il 3 giugno, in occasione delle riunioni del Coreper II.
Dietro il linguaggio tecnico — “early warning”, “full powers”, procedure di firma — si nasconde un dato politico molto chiaro: l’accordo è pronto e si sta andando verso la formalizzazione.
Il documento non entra nel merito dei contenuti, ma certifica che il processo è ormai nella sua fase conclusiva. Un dettaglio non secondario, considerando che l’intesa avrà impatti diretti su economia, normativa e rapporti con l’Unione Europea.
La vera domanda ora è un’altra: cosa cambierà davvero per San Marino una volta firmato?
Perché mentre a Bruxelles si fissano le date, nel Paese il dibattito resta ancora frammentato. E il rischio è che uno dei passaggi più rilevanti degli ultimi anni venga percepito solo quando sarà ormai definitivo.




