Non solo un’agenzia investigativa finita al centro delle indagini, ma un vero sistema di dossieraggi abusivi che, secondo gli inquirenti, si muoveva ben oltre Milano. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta Equalize, dove la Procura ha chiesto il processo per Enrico Pazzali e ha chiuso un nuovo troncone dell’indagine che coinvolge 81 persone.
Secondo l’impostazione accusatoria, non ci sarebbe stata soltanto una singola struttura a raccogliere e far circolare informazioni sensibili, ma una rete di società e contatti in grado di recuperare dati riservati da banche dati strategiche, alimentando un mercato parallelo di informazioni e dossier.
Tra i nomi finiti nei monitoraggi abusivi, secondo quanto emerso, ci sarebbero anche Christian Vieri, Fabrizio Corona e Selvaggia Lucarelli, oltre ad altri personaggi noti. Un dettaglio che dà la misura di quanto il perimetro dell’inchiesta si sia allargato rispetto ai primi sviluppi.
Uno dei passaggi più delicati riguarda anche il nome del campione olimpico Marcell Jacobs. Nelle carte, infatti, comparirebbe una chat che farebbe riferimento a un presunto pagamento da 10mila euro per ottenere informazioni. Un elemento che adesso dovrà essere approfondito nel percorso giudiziario.
Il cuore dell’indagine resta sempre lo stesso: chi cercava informazioni su chi, perché, e soprattutto attraverso quali canali. Gli investigatori ipotizzano un sistema strutturato, non improvvisato, capace di muoversi in modo silenzioso dentro archivi e dati riservati.
Adesso la partita si sposta nelle aule di giustizia. E il punto non è più solo capire se ci siano stati accessi illeciti, ma quanto fosse grande davvero la macchina dei dossier.




