Nel pieno della tensione internazionale, il ministro della Difesa Guido Crosetto prova a spegnere le polemiche interne e a chiarire la posizione dell’Italia sull’utilizzo delle basi americane presenti nel Paese.
Intervenendo alla Camera, Crosetto ha ribadito un concetto netto: “Rispettare accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra”. Una frase che punta a tracciare una linea precisa in un momento in cui il dibattito politico si sta rapidamente infiammando anche in Italia, soprattutto dopo l’escalation militare in Medio Oriente.
Il ministro ha spiegato che nessun esecutivo italiano, nel corso degli anni, ha mai messo realmente in discussione i trattati sottoscritti con gli Stati Uniti, sottolineando come il rispetto di quegli impegni faccia parte della collocazione internazionale del Paese. Ma allo stesso tempo ha voluto rimarcare che questo non equivale automaticamente a una partecipazione diretta al conflitto.
Nel suo intervento, Crosetto ha anche alzato il tono sul piano politico, criticando quelle che ha definito “rotture isteriche” e invitando le forze parlamentari a evitare reazioni impulsive o divisioni che, in una fase delicata come questa, rischierebbero solo di indebolire il Paese.
Il messaggio lanciato dal ministro è chiaro: l’Italia, almeno formalmente, non è in guerra, ma resta vincolata a un sistema di relazioni internazionali e di accordi militari che non possono essere gestiti sull’onda dell’emotività o della convenienza del momento.
Da qui anche l’appello finale all’unità nazionale, con Crosetto che ha insistito sulla necessità di affrontare questa fase con lucidità e senso delle istituzioni, evitando che il confronto politico degeneri proprio mentre lo scenario internazionale si fa sempre più instabile.




