La Banca Centrale della Repubblica di San Marino (BCSM) interviene con una nota ufficiale per smentire la ricostruzione diffusa da San Marino Group S.r.l. (SMG) in merito all’operazione di acquisizione di Banca di San Marino. L’Autorità di vigilanza precisa che l’intervento è finalizzato ad “assicurare una corretta informazione e prevenire ricostruzioni non aderenti ai fatti”, chiarendo sin dall’inizio che, “per ragioni di correttezza istituzionale e nel rispetto delle competenze delle Autorità coinvolte, non intende commentare profili coperti da riservatezza o connessi a procedimenti in corso”.
Nel merito della vicenda, BCSM definisce “falso” che avrebbe “richiesto esplicitamente” la costituzione di un veicolo sammarinese quale condizione per l’operazione. L’Autorità smentisce inoltre “qualunque riferimento ad un coinvolgimento della Presidente Catia Tomasetti”, precisando che “La Presidente non è stata mai coinvolta in nessuna interlocuzione e non ha mai avanzato alcuna richiesta a SMG né direttamente né indirettamente”.
Sul contratto con la società sammarinese IBC, BCSM afferma: “È falso quanto sostenuto da SMG laddove afferma che il contratto con la società sammarinese IBC (di importo ‘pari a EUR 500.000’) sarebbe stato fornito a BCSM, unitamente a tutti i ‘contratti stipulati in relazione al nostro investimento a San Marino’”. L’Autorità chiarisce che “L’unico contratto ricevuto dall’Autorità di vigilanza riguarda l’accordo con Ente Cassa Faetano, avente ad oggetto l’acquisizione di BSM”.
Quanto alla presunta “pressione mediatica” e ai riferimenti alla banca tedesca Varengold Bank, la ricostruzione viene definita “falsa e fuorviante”. BCSM precisa che “Le interlocuzioni hanno riguardato più aspetti relativi alla documentazione presentata” e che, in relazione a Varengold Bank, “l’approfondimento svolto è risultato necessario in ragione della rilevanza della vicenda ai fini della valutazione della capacità del gruppo di assicurare la sana e prudente gestione di un intermediario bancario”.
L’Autorità respinge inoltre l’affermazione secondo cui fino a settembre 2025 non sarebbero state sollevate criticità. “BCSM smentisce fermamente tale ricostruzione: già prima di settembre 2025 SMG era stata ampiamente edotta delle criticità rilevate da BCSM nel corso dell’istruttoria come risulta dalla documentazione e dalle note scambiate nel periodo luglio–settembre 2025”. Viene definita “inaccettabile e falsa” anche l’ipotesi di rassicurazioni circa una presunta valenza “preferenziale” dell’operazione o di un sostegno istituzionale. Gli scambi di corrispondenza, si legge, “attestano con chiarezza la linea di assoluta indipendenza seguita nella conduzione del vaglio tecnico, gli approfondimenti svolti e la totale assenza di qualsivoglia rassicurazione o sostegno”.
BCSM “stigmatizza la perdurante attribuzione all’Autorità di vigilanza di un presunto ‘sostegno’ all’operazione” e ribadisce che “Confondere un indirizzo generale in favore dell’ingresso di nuovi investitori con un presunto favore verso specifici investitori costituisce un grave travisamento”.
In merito alla mancata autorizzazione, la Banca Centrale chiarisce che il requisito reputazionale “è verificato sul complesso delle informazioni disponibili al momento dell’assunzione della decisione e, in caso di acquisizione del controllo, tale requisito assume natura dirimente”. Nel caso specifico, “il requisito reputazionale risultava comunque non soddisfatto”.
Infine, l’Autorità definisce “del tutto infondate” le ipotesi relative a un presunto piano per risolvere problemi di liquidità della banca trattenendo fondi del gruppo Starcom. “Banca di San Marino non ha alcun problema di liquidità da risolvere”, si legge. Viene inoltre precisato che “le somme oggetto di sequestro non restano nella disponibilità dell’intermediario presso il quale risultavano originariamente depositate, essendo trasferite – secondo le previsioni di legge – su conti intestati all’Autorità giudiziaria presso BCSM e potendo le stesse in caso di condanna, essere oggetto di confisca da parte dell’Eccellentissima Camera”.
Alla luce di quanto esposto, BCSM conclude chiedendo che SMG “provveda ad una immediata rettifica del contenuto della sua lettera riservandoci ogni più ampia tutela in tutte le sedi opportune”.




