Zeppa (Rete): “È un vero caso di Stato: pronti a fare squadra, ma servono chiarezza e informazioni per tutti”

da | 11 Feb 2026

Intervento di Matteo Zeppa (Rete) nell’ambito della Commissione Esteri dell’11 febbraio 2026.

Matteo Zeppa (Rete): Noi come Rete siamo usciti parlando apertamente di “caso di Stato” e, a mio avviso, è esattamente questo. Non so se la vicenda sia stata sottostimata o sovrastimata, ma so con certezza che ciò che è accaduto è estremamente grave. Per certi versi fa paura. Fa paura la disinformazione, fa paura il modo in cui si costruiscono ricostruzioni artefatte che, magicamente, dopo il comunicato del dirigente Canzio hanno visto un cambio di rotta di 180 gradi. Chi fino a ieri attaccava il percorso di negoziato di San Marino con l’Unione Europea, utilizzandolo come grimaldello per colpire il Segretario Beccari e i gruppi parlamentari che sostengono questo percorso, ha improvvisamente cambiato linea dopo quel comunicato. Questo è un dato di fatto, basta saper leggere.  La cassa di risonanza di quella conferenza stampa di Bruxelles arriva da San Marino, e questo va detto chiaramente. Apro e chiudo una parentesi: viene tirato in ballo anche un funzionario, Lino Zonzini, al quale va la mia vicinanza personale. Io parto dal comunicato del dirigente Canzio. In quel comunicato, a seguito di una conferenza stampa che definisco una volgarità istituzionale, si parla chiaramente di supporto di vari personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari. Lo scrive il dirigente del Tribunale, a fronte di capi di imputazione devastanti: attentato contro l’integrità e la libertà della Repubblica, attentato contro i poteri pubblici, minaccia contro le autorità sammarinesi. Si parla anche di misure cautelari ulteriori, ritenute inderogabili.  È inutile nascondersi dietro un dito. Il Congresso di Stato si è riunito, non sappiamo di cosa abbia parlato, ma io parto da un presupposto: noi abbiamo già vissuto una cavalcata alberognana anni fa. Non potete venire qui, sapendo che qualcuno è inevitabilmente più informato di noi, e chiederci oggi di fare squadra. La nostra richiesta di una seduta straordinaria del Consiglio Grande e Generale va esattamente nella direzione indicata dal vostro ordine del giorno. Ma non partiamo tutti dallo stesso livello di informazione. Qualcuno sa certamente più di noi e noi, come opposizione ma prima ancora come cittadini, chiediamo chiarezza.  Se dobbiamo fare squadra, io sono pronto a farla contro chi attacca il sistema, interno o esterno che sia. Ma allora bisogna mettere le carte sul tavolo, per quanto possibile. Mi auguro che da qui a lunedì ci sia una seduta pubblica, perché anche i cittadini hanno il sacrosanto diritto di sapere.  C’è poi un altro aspetto inquietante. Si parla di un soggetto che si spaccia per finanziatore e che pretende di dettare le regole alle istituzioni bulgare, arrivando a sostenere che vi siano altri quattro Paesi coinvolti. Questa affermazione oggi non è stata smentita. Ci troviamo forse di fronte a un millantatore, ma l’investimento di cui si parla nasce da molto tempo fa. E questo rafforza l’idea che non siamo tutti nelle stesse condizioni informative.  Un’altra questione, altrettanto inquietante, riguarda una rapina avvenuta all’interno di una banca a Faetano. Una notizia di quattro righe del 2 febbraio sulla TV di Stato e poi più nulla. Un silenzio assordante. Fa parte dello stesso pacchetto? Noi siamo prontissimi a fare squadra, ma bisogna smettere di guardare alle appartenenze politiche. Canzio parla di politici. Io voglio sapere con chi mi sto interfacciando. Voglio sapere se qualcuno, dentro o fuori da quest’Aula, sta tessendo le fila di un’azione sovversiva contro San Marino. Non mi stupisce che lo faccia un soggetto esterno; mi stupirebbe molto di più se vi fossero complicità interne.  Io ho definito certi soggetti per quello che sono, me ne assumo la responsabilità, senza voler generalizzare un intero popolo. Ho già parlato in passato di queste dinamiche, del Symbol, di Iacono. Abbiamo depositato documenti, e anche lì è calato il silenzio. A mio avviso le due vicende viaggiano sullo stesso binario.  Noi siamo pronti a fare squadra, davvero, ma ci dovete mettere nelle condizioni di capire. Non solo noi parlamentari, ma soprattutto i cittadini. Le battaglie politiche vanno messe da parte, se davvero si vuole impedire un atto sovversivo che coinvolga soggetti esterni e interni, come chiaramente indicato dal dirigente Canzio.  Concludo ribadendo la mia vicinanza al Segretario di Stato Luca Beccari e a tutti coloro che lavorano nell’ambito diplomatico e istituzionale e che vengono tirati in ballo in modo osceno. Non possiamo continuare a dare credito a persone che hanno un passato noto anche alle cronache giudiziarie italiane. Io ho sempre combattuto contro i mulini a vento, ma ora basta. Se dobbiamo fare sistema, facciamolo davvero. Mettete tutto sul tavolo e noi ci saremo.

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