Dopo i più recenti sviluppi dell’inchiesta sulla tentata scalata a Banca di San Marino e il comunicato diffuso dal Tribunale, il Congresso di Stato è stato convocato d’urgenza per valutare il quadro complessivo della vicenda e le sue possibili conseguenze sul piano istituzionale e internazionale.
Al termine della riunione, il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari, ha fatto sapere che l’incontro era da considerarsi un passaggio naturale e necessario alla luce delle ipotesi di reato formulate dalla magistratura. Secondo quanto emerso, l’obiettivo prioritario del Governo è quello di mettere in campo tutte le azioni utili a tutelare la Repubblica di San Marino rispetto ai reati ipotizzati e alle possibili ricadute sull’immagine del Paese.
Il Segretario di Stato ha richiamato il contesto internazionale in cui la vicenda si è inserita, sottolineando come, nelle stesse giornate, si siano registrate iniziative mediatiche a Bruxelles che rischiano di gettare ombre su un percorso che San Marino considera invece virtuoso e avviato da anni, in particolare sul fronte dei rapporti con l’Unione Europea. In questo quadro, è stato ribadito che spetta alle istituzioni sammarinesi, prima di tutto, difendere il Paese, il cammino intrapreso e il ruolo delle proprie istituzioni, mantenendo una linea di coesione interna.
Dal Governo è stato inoltre confermato che il dialogo con le istituzioni europee e con i gruppi politici a livello comunitario prosegue, con l’obiettivo di preservare il buon nome di San Marino e il lavoro svolto finora sul piano delle riforme e dell’avvicinamento europeo. In questo senso, è stata espressa forte preoccupazione per l’ipotesi che una vicenda giudiziaria, con contorni ancora tutti da chiarire, possa essere utilizzata per esercitare pressioni o condizionamenti sul percorso di associazione di San Marino all’Unione Europea.
L’inchiesta, nata come una vicenda bancaria legata al tentativo di acquisizione del controllo di un istituto di credito, ha assunto nel frattempo una dimensione ben più ampia, dopo che la Procura ha ipotizzato reati che toccano direttamente l’integrità della Repubblica e il funzionamento dei poteri pubblici. Un salto di livello che ha trasformato il caso in un tema politico e istituzionale di primo piano.
Il Tribunale mantiene al momento uno stretto riserbo sugli accertamenti in corso, mentre sul piano politico il confronto si è acceso. Restano sullo sfondo anche elementi collaterali, come la situazione della sede bancaria di Faetano e le iniziative mediatiche internazionali che hanno accompagnato la vicenda, contribuendo ad alimentare interrogativi e tensioni.
Il Governo, da parte sua, ha ribadito la necessità di distinguere nettamente il piano giudiziario da quello politico, evitando che un’indagine ancora in corso venga sovrapposta o strumentalizzata in chiave internazionale. Sul tavolo rimane una questione centrale: chiarire se ci si trovi di fronte a un conflitto finanziario degenerato o a un tentativo più ampio di condizionamento istituzionale, in un momento delicato per il futuro europeo di San Marino.




