È stato firmato ieri mattina, presso la sede di ANIS, il nuovo testo unico del contratto di lavoro del settore Servizi, valido per il periodo 2025–2029. La sottoscrizione fa seguito all’accordo per il rinnovo contrattuale raggiunto nel dicembre scorso tra ANIS e OSLA per la parte datoriale e CSdL, CDSL e USL per la parte sindacale. Il contratto interessa un comparto in cui sono occupati quasi 3.600 lavoratori.
Il nuovo accordo introduce diverse modifiche rispetto al precedente contratto, scaduto a fine 2024, sia sul piano economico sia sulla durata. La validità quinquennale prevede aumenti retributivi complessivi pari al 13,30%, calcolati sulla base di un’inflazione programmata del 9,3%, a cui si aggiunge un 4% di recupero dell’inflazione degli anni precedenti. Sono inoltre previste due verifiche biennali, a gennaio 2027 e a gennaio 2029, finalizzate a rilevare eventuali scostamenti tra gli aumenti programmati e l’inflazione reale, calcolata secondo l’indice IPCA, per procedere agli eventuali adeguamenti.
Il contratto introduce anche un premio di fidelizzazione: i dipendenti con oltre 11 anni di servizio presso la stessa azienda percepiranno, a partire dal 1° gennaio 2027, un incremento aggiuntivo del 2,5%. Gli aumenti concordati si collocano in linea con i recenti rinnovi degli altri contratti e sono stati definiti con l’obiettivo di garantire la copertura dell’inflazione nel quinquennio e di recuperare potere d’acquisto rispetto agli anni precedenti.
In base a quanto previsto dalla legge 59/2016, per ottenere la validità erga omnes il testo contrattuale dovrà ora essere sottoposto a referendum, sia tra i datori di lavoro sia tra i lavoratori del settore. ANIS, OSLA e le Federazioni Servizi di CSdL, CDSL e USL sono impegnate nell’organizzazione dell’iter necessario allo svolgimento delle consultazioni.
Per quanto riguarda l’erogazione degli aumenti retributivi, questa potrà avvenire già a seguito della conclusione positiva del referendum tra i datori di lavoro.




