San Marino, pediatria notturna nel dibattito pubblico: tra nuove scelte e vecchie ansie

da | 25 Gen 2026

Nei primi giorni del 2026, la sanità sammarinese si è trovata al centro di un acceso dibattito civile che va ben oltre la semplice riorganizzazione di un servizio. Una petizione su Change.org per il ripristino del servizio di pediatria notturna ha raccolto in pochi giorni centinaia di firme da genitori e cittadini preoccupati per il futuro dell’assistenza medica infantile: un segnale che racconta un malessere diffuso e perfettamente comprensibile. 

La richiesta di chi ha promosso la petizione è semplice e potente nella sua innocenza: i bambini non scelgono l’ora in cui si ammalano, e una famiglia non dovrebbe trovarsi sola davanti a una scelta tra emergenza medica e ansia del viaggio verso strutture lontane. È una domanda di cura, non di polemica — un’espressione di fiducia verso la sanità pubblica e di desiderio di serenità per chi vive la comunità quotidianamente. 

Dal 1° gennaio 2026, infatti, l’Istituto per la Sicurezza Sociale (ISS) ha introdotto una nuova organizzazione della Pediatria, mirata a migliorare l’efficacia delle cure pediatriche e l’efficienza dell’uso delle risorse. Secondo quanto comunicato ufficialmente, il reparto è stato potenziato di giorno con una presenza costante di pediatri dalle 8:00 alle 20:00, mentre nelle ore notturne e durante i festivi l’assistenza è garantita attraverso un sistema di reperibilità che prevede la presa in carico iniziale da parte del personale di Pronto Soccorso o della Guardia Medica, con l’attivazione del pediatra reperibile in caso di necessità cliniche urgenti o ricoveri. 

Questa scelta, spiegano dall’ISS, nasce da una riflessione sui dati di accesso, che indicano come la domanda assistenziale pediatrica sia concentrata soprattutto nelle ore diurne, rendendo più utile e sicuro concentrare lì le risorse specialistiche disponibili. L’obiettivo dichiarato — oltre a migliorare bilanci di salute, visite e attività ambulatoriali — è mantenere un elevato livello di qualità dell’assistenza per tutto l’anno e in ogni fascia oraria, pur ottimizzando l’impiego dei medici. 

Tuttavia, la reazione delle famiglie e di alcune forze politiche non si è fatta attendere. Per molti genitori il modello di reperibilità non è percepito come equivalente a una presenza in loco di un pediatra nelle ore notturne, soprattutto in un territorio — come quello sammarinese — in cui i tempi di risposta sono spesso determinanti per la tranquillità collettiva. 

Non sorprende quindi che la petizione abbia rapidamente guadagnato slancio. Dietro le firme ci sono volti, nomi e storie: quelli di chi, con responsabilità e amorosa preoccupazione, chiede rassicurazioni sul livello di sicurezza assistenziale per i più piccoli. Una richiesta che, nella sua semplicità, non può essere liquidata come mera emotività genitoriale. 

Il dibattito si è esteso anche sul piano politico. Alcuni commentatori hanno parlato di una scelta che rischia di indebolire il modello sammarinese di tutela sociale, sebbene la Segreteria di Stato per la Sanità abbia prontamente ribadito che “razionalizzare non significa ridurre i servizi”, sottolineando che l’approccio di reperibilità è diffuso anche in altre specialità e che la nuova organizzazione non compromette la qualità delle cure offerte. 

A ben vedere, questo confronto riflette un tema più profondo: la fiducia collettiva nel sistema sanitario pubblico. In una Repubblica che si è sempre distinta per la cura delle persone e per un modello di assistenza vicino alle famiglie, ogni modifica – per quanto fondata su dati e studi – richiama subito una riflessione su equilibrio tra efficienza tecnica e rassicurazione sociale.

La questione non è se le decisioni tecniche siano giuste o sbagliate di per sé, ma come esse vengano recepite da chi vive la realtà quotidiana dei servizi sanitari. Perché la salute, soprattutto quella dei bambini, non è solo un insieme di protocolli e numeri: è una promessa di sicurezza che si rinnova ogni volta che una famiglia entra in un ospedale — all’alba di un nuovo anno, o nel cuore della notte.

E forse è proprio per questo che la petizione in corso merita attenzione non solo come fenomeno di opinione, ma come termometro della sensibilità civica di San Marino: una comunità che non si limita a subire i cambiamenti, ma che li affianca con domande sincere e appassionate.

Condividi su:

Puoi leggere questo articolo gratuitamente grazie al contributo di

Articoli correlati

Panoramica privacy
Insider.sm

Questo sito utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni essenziali, come riconoscerti quando torni sul nostro sito e aiutare il nostro team a capire quali sezioni trovi più interessanti e utili.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.