Un caso di revenge porn che coinvolge una cittadina sammarinese approda davanti al Tribunale di Rimini, portando in aula una vicenda nata da una relazione sentimentale finita male e degenerata, secondo l’accusa, nella diffusione deliberata di immagini intime.
Al centro del procedimento c’è un uomo di 41 anni, residente nel Riminese, per il quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. L’ipotesi di reato è quella prevista dall’articolo 612 ter del codice penale, che punisce la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, con l’aggravante del legame sentimentale con la persona offesa e della recidiva reiterata infra-quinquennale.
La vittima è una donna di 35 anni, residente nella Repubblica di San Marino. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo avrebbe registrato una videochiamata privata avvenuta durante la loro relazione, nel corso della quale la donna appariva in atteggiamenti sessualmente espliciti, in un contesto che doveva rimanere strettamente riservato.
Dopo la rottura, quel materiale sarebbe stato utilizzato come strumento di ritorsione. L’indagato avrebbe creato un profilo social falso e, attraverso quell’account, avrebbe contattato l’attuale compagno della donna, inviandogli un frame estratto dal video insieme a un messaggio dal contenuto allusivo e offensivo. Un gesto che, secondo l’accusa, aveva l’obiettivo di umiliare la donna e colpirla nella sua sfera privata e relazionale.
I fatti contestati risalgono alla fine di febbraio 2025 e sarebbero avvenuti nel territorio riminese. La denuncia è stata presentata pochi giorni dopo, dando il via alle indagini dei carabinieri, che hanno raccolto gli elementi confluiti nel fascicolo della Procura. Determinante, nell’impianto accusatorio, anche una consulenza tecnica informatica sui dispositivi e sui contenuti digitali utilizzati per la diffusione delle immagini.
Conclusa la fase delle indagini preliminari, la Procura ha ritenuto sussistenti i presupposti per il processo, chiedendo il rinvio a giudizio. Il giudice per le indagini preliminari ha fissato l’udienza preliminare per il 4 marzo 2026, quando si deciderà se mandare l’imputato a processo.




