Giuseppe Maria Morganti (Libera): «Accogliere i palestinesi non indebolisce San Marino: rafforza la nostra autonomia e la nostra storia»

da | 22 Gen 2026

Giuseppe Maria Morganti (Libera) ha ricordato come, non molto tempo prima, la Repubblica di San Marino abbia riconosciuto lo Stato di Palestina e accreditato l’ambasciatrice palestinese, un passaggio che a suo avviso fu vissuto con soddisfazione da tutti per il coraggio politico che rappresentava. In quell’occasione, anche nel contesto delle decisioni assunte alle Nazioni Unite, San Marino aveva lanciato un messaggio molto chiaro, dimostrando di possedere una politica estera autonoma e indipendente, non condizionata da ingerenze o influenze di altri Stati che non avevano ancora compiuto scelte analoghe.

Morganti ha proseguito affermando che anche la volontà di predisporre un decreto per l’accoglienza di palestinesi nel territorio sammarinese costituisce una scelta non facile ma significativa, capace di ribadire con forza la vocazione solidale e accogliente della Repubblica. Ha respinto con decisione l’idea che una simile scelta possa indebolire San Marino, giudicando questa lettura profondamente errata e frutto di una scarsa conoscenza della storia del Paese. Al contrario, secondo Morganti, tale decisione rende la Repubblica più forte, molto più forte, perché la solidarietà è stata storicamente un elemento fondante della stessa sopravvivenza dello Stato.

Ha richiamato il ruolo svolto da San Marino nell’Ottocento, quando accolse ribelli, carbonari e persone impegnate nella lotta per l’unità d’Italia, osservando che senza quella capacità di solidarietà sarebbe legittimo domandarsi se, al momento della nascita del Regno d’Italia, la Repubblica sarebbe riuscita a continuare a esistere. In questo quadro ha richiamato le parole del Segretario di Stato Beccari, sottolineando come sia stato chiarito che nessuna politica sociale già in essere verrà penalizzata dall’ospitalità concessa a trenta palestinesi accolti in famiglia.

Morganti ha dichiarato di non riuscire a comprendere perché si voglia strumentalizzare un momento così delicato e importante per la Repubblica di San Marino. Ha riconosciuto che vi siano state mediazioni e che l’opposizione cerchi elementi di critica, ritenendo legittimo sostenere che si sarebbe potuto fare meglio, perché è sempre possibile migliorare. Ha però respinto con fermezza alcune affermazioni circolate nel dibattito pubblico, definendo come fake news l’idea che non vi sarà più disponibilità di immobili pubblici per le famiglie, dal momento che il decreto, a suo dire, lo esclude chiaramente.

Allo stesso modo ha negato che vi sia il rischio di smembrare i nuclei familiari, spiegando che i minori saranno necessariamente accompagnati e che non potrebbe essere altrimenti che dai genitori. Anche questo, secondo Morganti, rappresenta un ulteriore elemento strumentalizzato senza alcun fondamento reale.

In conclusione, ha affermato che la Repubblica sta vivendo un momento importante, quasi glorioso, pur in presenza di reazioni brutte e molto brutte, e ha invitato ad affrontarle in modo unitario e solidale. Ha richiamato uno spirito di orgoglio capace di rendere San Marino ciò che merita di essere: una Repubblica che decide autonomamente il proprio percorso e non si lascia condizionare nemmeno dai Paesi alleati, che spesso non condividono le stesse posizioni. In questa capacità di differenziarsi, Morganti ha detto di essere certo che la storia futura troverà un valore e un beneficio per il Paese, invitando infine a restare uniti, ad accettare le critiche costruttive, ma a non demolire, come qualcuno ha tentato di fare, un passaggio così rilevante che la Repubblica sta vivendo e vivrà con l’approvazione del decreto.

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