Nel dibattito consiliare sull’Accordo di associazione con l’Unione Europea, Giovanni Zonzini (Rete) ha pronunciato uno degli interventi più duri e politicamente significativi, spostando il focus dal confronto tra maggioranza e opposizione a quello che definisce un problema interno allo stesso Governo. Un intervento che, pur condividendo le parole del Segretario Beccari contro la disinformazione, invita esplicitamente il Segretario agli Esteri a “guardarsi alle spalle”.
Zonzini ha infatti sostenuto che le campagne di disinformazione contro l’Accordo non nascerebbero dall’opposizione, ma sarebbero alimentate da soggetti che ricevono finanziamenti da uffici e Segreterie di Stato. Una contraddizione che, a suo giudizio, mina la credibilità dell’azione di Governo e rende surreali le accuse rivolte a chi, come Rete, si è sempre dichiarato favorevole all’Accordo di associazione, anche quando in passato si oppose al referendum sull’adesione all’Unione Europea.
Nel suo intervento, il consigliere ha chiamato in causa il tema della trasparenza dei finanziamenti ai media, ricordando l’esistenza di una legge in vigore dal 2022 che impone la pubblicazione dei finanziatori e prevede sanzioni per chi non rispetta l’obbligo. Una norma che, ha denunciato, non risulterebbe mai applicata. Da qui l’invito al Governo a dare seguito concreto alla legge, anziché limitarsi a proclami.
Zonzini ha poi ribadito la posizione storica di Rete a favore dell’Accordo di associazione, ritenuto indispensabile non tanto per i suoi benefici immediati, quanto per evitare gli enormi svantaggi di un mancato accordo. Un vincolo esterno, ha spiegato, capace di proteggere il Paese dal ritorno a pratiche del passato che hanno prodotto più danni che benefici, in particolare nel sistema bancario-finanziario, oggi indicato come una delle principali zavorre per l’economia sammarinese.




