Giovanni Maria Zonzini (Rete): L’ICEE è uno strumento necessario allo sviluppo dello Stato sociale su cui lavoriamo da tempo, ma ravviso un problema nel metodo politico che utilizza lo strumento legislativo come uno spot pubblicitario per fare propaganda sui giornali e in televisione. Temo che queste leggi siano gusci vuoti perché per essere applicabili richiederanno ben quindici decreti delegati, rendendo la norma non operativa al momento della sua approvazione. Questo modo di procedere svuota di significato l’azione legislativa del Parlamento e delega tutto al governo con l’obiettivo di farsi belli sui media, mentre l’ICEE di fatto non ci sarà finché non interverranno altri atti normativi. Siamo di fronte a una spettacolarizzazione della politica alimentata dai social network dove conta più il titolo della sostanza e dei problemi sottostanti. Non affrontiamo temi cruciali come la certificazione reale dei patrimoni o la capacità dello Stato di ricondurre società estere e trust ai reali beneficiari, rischiando che chi possiede milioni in un trust risulti avere un reddito basso e ottenga servizi sociali. Sarebbero servite misure più stringenti nella riforma fiscale per accertare i redditi e i patrimoni, invece questo provvedimento mi pare un esempio plastico di un’attività di governo volta più alla propaganda che a incidere realmente sui meccanismi della società attraverso i quindici decreti delegati previsti.
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