Consiglio Grande e Generale, sessione 19,20,21,22,23,26 gennaio 2026
Martedì 20 gennaio 2026, pomeriggio
Il Consiglio Grande e Generale è ripartito dal Comma Comunicazioni con gli ultimi due interventi prima di procedere con la discussione sull’ICEE in seconda lettura. In avvio, Giovanni Francesco Ugolini (Pdcs) ha rivendicato i risultati del governo sul fronte economico e internazionale, sostenendo che l’opposizione “senza dati oggettivi non è credibile” e invitando a un confronto più costruttivo su dossier come denatalità, costo della vita e welfare. Ugolini ha richiamato indicatori di crescita, la dinamica occupazionale e la prospettiva di riforme in campo territoriale, culturale e sanitario, ribadendo la centralità del progetto del nuovo ospedale e annunciando l’arrivo in Aula di una legge sulla cittadinanza. Il collega di partito Manuel Ciavatta ha puntato l’attenzione sul tema dell’adeguatezza istituzionale e sulle polemiche recenti. Rivolgendosi al Segretario Ciacci, ha detto che ha fatto bene a scusarsi per un comportamento ritenuto inadeguato, avvertendo che “se dovesse riaccadere sarò io a dire a lui che non è più adeguato al ruolo”. Ciavatta ha poi espresso perplessità per l’annuncio del Segretario al Turismo di non voler organizzare le Giornate Medievali per questioni di budget. “Penso che la maggioranza abbia diritto prima di avere la lista di tutte le attività che quella Segreteria vuole fare – ha detto – e poi decideremo se fare le Giornate Medievali o se togliere qualche altro evento”.
Cuore della seduta è stato l’ICEE. I lavori sono ripresi dalle dichiarazioni dei consiglieri dopo che nella passata sessione avevano espresso le proprie dichiarazioni il Segretario agli Interni e i due relatori. La maggioranza ha presentato la riforma come uno strumento di equità e razionalizzazione della spesa, superando la logica dei contributi “a pioggia”. Marinella Loredana Chiaruzzi (Pdcs) ha definito l’ICEE “un passo concreto verso un sistema più giusto e solidale”, valorizzando la fase sperimentale di 12 mesi, i controlli e l’istituzione di un osservatorio con parti sociali e categorie. Iro Belluzzi (Libera) ha rimarcato la necessità di “spendere soldi pubblici con grande parsimonia”, ricordando che il percorso è iniziato nel 2012 anni fa e che la sfida ora è far funzionare i controlli e l’incrocio dati. Il collega di partito Guerrino Zanotti ha espresso “profondo rammarico per il tempo perso” visto che una base normativa esisteva già dal 2019. “Chiedo – ha aggiunto – perché non siano state apportate correzioni durante la scorsa legislatura anziché attendere oggi. Sono moderatamente ottimista sull’applicazione dell’ICEE se verrà affiancata da verifiche rigorose sulla veridicità delle dichiarazioni delle famiglie, anche grazie al potenziamento dei controlli previsto dalla recente riforma IGR”. Per Paolo Crescentini (Psd) l’ICEE è la “chiave di accesso” a politiche sociali più mirate e digitali. Il consigliere di Ar Gian Nicola Berti ha spiegato che nella scorsa legislatura “abbiamo cercato di risolvere i problemi di applicazione emersi nei tavoli tecnici e di mettere a regime un sistema informatico che permetta al cittadino di connotare la sua situazione ICEE”. Ha quindi auspicato un aggiornamento delle rendite catastali che attualmente “si basa su un sistema antiquato e arretrato con valori non corrispondenti a quelli attuali”.
Dall’opposizione è arrivato un sostegno di principio, accompagnato da riserve sull’operatività e sul rischio di utilizzi “per fare cassa”. Maria Katia Savoretti (Rf) ha apprezzato il dialogo in Commissione e l’accoglimento di alcuni emendamenti, chiedendo una procedura snella. Nicola Renzi (Rf) ha avvertito che l’ICEE è “per sua natura uno strumento invasivo” e ha chiesto tutela del ceto medio sollecitando l’aula ad affrontare il tema della difesa del potere d’acquisto. Antonella Mularoni (Rf) ha sollecitato una relazione in Aula al termine della sperimentazione. Giovanni Maria Zonzini (Rete) ha criticato l’impianto, temendo una legge “guscio vuoto” perché rimandata a numerosi decreti attuativi. Concorde il collega di partito Emanuele Santi secondo cui “se non emergono davvero redditi e patrimoni, soprattutto quelli schermati da società o trust, l’ICEE rischia di colpire solo chi ha redditi certi, lasciando indenni i più furbi”. Fabio Righi (Domani–Motus Liberi) ha espresso forti perplessità sull’impatto burocratico per le fasce più fragili e sulla capacità dell’amministrazione di gestire incroci di dati complessi, sottolineando che “i controlli potevano essere fatti anche prima, ma spesso è mancata la volontà politica”. Per il collega di partito Gaetano Troina “sarebbe stato meglio introdurre l’ICEE prima della riforma IGR per colpire davvero chi guadagna di più”.
In replica alle critiche, il Segretario di Stato Andrea Belluzzi ha rivendicato la scelta dello strumento legislativo per garantire maggiore coinvolgimento dell’Aula e ha assicurato “piena disponibilità a un confronto preventivo” sui decreti attuativi. Ha spiegato che l’obiettivo è arrivare a un applicativo digitale quasi automatizzato e che, una volta approvata la legge, il Governo inizierà a rivedere tutte le normative collegate per redistribuire le provvidenze in modo più equo.
Il Consiglio è quindi entrato nell’esame dell’articolato, approvando gli articoli dal 1 al 14 con pochissimi voti contrari. La votazione riprenderà domattina.




